Cosa si sa della setta che sarebbe dietro alla strage di Altavilla Milicia?

La setta che sta dietro alla strage di Altavilla Milicia, che ha visto la morte di tre persone, è composta da dieci persone: ecco cosa sappiamo.

La strage di Altavilla Milicia ha visto la morte di tre persone, Antonella Salamone e i due figli Kevin ed Emanuel Barreca. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, dietro al massacro c’è una setta che fa capo a Massimo Carandente e Sabrina Fina.

Cosa si sa della setta dietro alla strage di Altavilla Milicia?

Come si possono uccidere tre persone, tra cui un bambino di 5 anni, per una presunta possessione demoniaca? E’ questa la domanda che sorge spontanea davanti alla notizia della strage di Altavilla Milicia. Per mano di quattro persone, ossia Giovanni Barreca e la figlia di 17 anni Miriam, il mental coach Massimo Carandente e la sua compagna Sabrina Fina, sono morti Antonella Salamone e i due figli Kevin ed Emanuel Barreca. Dietro a questi omicidi ci sarebbe una setta, che farebbe capo proprio a Carandente.

Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, sono dieci le persone che farebbero parte della setta. Secondo Il Corriere della Sera i nomi di questi soggetti sono già stati registrati dalle forze dell’ordine, che potrebbero decidere di interrogarli per trovare elementi utili a ricostruire la strage di Altavilla Milicia. Al momento, si prosegue con le indagini sui computer e gli smartphone dei due indagati.

Il gip di Termini Imerese parla di un “gruppo religioso“. I dieci adepti si riunivano per pregare con Carandente e la compagna Sabrina, ma al momento non è chiaro se gli incontri prevedevano anche esorcismi o altri riti per scacciare il demonio. Allo stesso tempo si sta cercando di capire se i fedeli fossero stati al corrente di quanto stava accadendo nella nella villetta della strage di Altavilla Milicia. Intanto, il racconto di Barreca, che ricordiamo ha ucciso la moglie e i due figli di 5 e 16 anni, continua ad essere poco chiaro.

Giovanni Barreca: il suo racconto della strage di Altavilla

Stando a quanto sostiene l’avvocato di Giovanni Barreca, il suo assistito “è ancora in una situazione di delirio costante. Non si rende neppure conto di essere in carcere“. A quanto pare, l’uomo è consapevole di aver ucciso la moglie e i due figli ma continua a sostenere di aver fatto la cosa giusta perché li ha liberati dal demonio. Queste le sue dichiarazioni dal carcere:

Mia moglie non ce l’ha fatta, è stata vinta dal diavolo. Così come i miei figli. Per fortuna sono arrivati Massimo e Sabrina.

L’avvocato dell’assassino, perché non si può definire in altro modo, ha dichiarato:

È ancora in una situazione di delirio costante. Sono andato a trovarlo diverse volte, ma è difficile instaurare un dialogo. Riferisce di avere avuto il dovere di debellare il demonio. Non si rende neppure conto di stare in carcere. Ha come quadro costante davanti ai suoi occhi l’obiettivo raggiunto: avere sconfitto il demonio. (…) È consapevole che la moglie non c’è l’ha fatta ed è stata vinta dal diavolo così come i suoi figli. In questa sua azione dice che è stato aiutato dai due coniugi.

Il legale di Barreca sta valutando l’ipotesi della perizia psichiatrica. Intanto anche la figlia Miriam, che in un primo momento sembrava estranea ai fatti, è stata arrestata con l’accusa di omicidio aggravato e soppressione di cadavere. La 17enne ha fornito una versione che, per gli inquirenti, è poco chiara.

Fabrizia Volponi
Fabrizia Volponi
Copywriter, classe 1985. Laureata in Scienze Storiche presso l'Università La Sapienza di Roma, con una seconda laurea in Scienze Religiose alla Pontificia Università Lateranense, ho una passione per la scrittura e la lettura. Ideatrice di un blog dedicato ai libri, il mio motto è πάντα ῥεῖ, tutto scorre.
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