Erba, compaiono le statue di Rosa e Olindo: ecco qual è il significato

In Piazza Mercato a Erba sono comparse due statue a grandezza naturale che raffigurano Rosa Bazzi e Olindo Romano: ecco qual è il significato.

A distanza di 17 anni dall’udienza che l’ha condannati all’ergastolo, Rosa Bazzi e Olindo Romano si ritroveranno in tribunale per la richiesta di revisione del processo della strage di Erba. Nel frattempo, proprio nella piazza della cittadina della mattanza, sono comparse due statue che ritraggono i coniugi: qual è il significato?

Statue di Rosa e Olindo: ecco qual è il loro significato

Rosa Bazzi e Olindo Romano hanno ottenuto quello che chiedevano da anni: una possibile revisione del processo che li ha condannati all’ergastolo per la strage di Erba. Venerdì 1 marzo 2024 si ritroveranno presso la Corte d’Appello di Brescia con i propri legali e scopriranno qual è il loro destino. Nel frattempo, in Piazza Mercato, nella cittadina dov’è avvenuta la mattanza 17 anni fa, sono comparse due statue che ritraggono proprio Rosa e Olindo. Il significato dell’opera d’arte, intitolata The Lovers, è stato spiegato dall’arista che l’ha eseguita, Nicolò Tomaini.

L’installazione, che evoca Rest energy di Marina Abramovic, ritrae gli autori della strage di Erba a grandezza naturale. Bazzi e Romano sono uno davanti all’altro. Lui tiene in mani un arco, mentre lei una freccia che punta proprio verso il marito. Le statue sono guardate a vista d’occhio da una videocamera rivestita in oro. Tomaini ha spiegato:

In realtà non pensavo di suscitare tutto questo interesse. Ma è stato utile farlo. Con quest’opera ho voluto semplicemente criticare un certo circuito dello spettacolo che porta gli stessi fatti ad essere rivisti in modo totalmente diverso a distanza di poco tempo per necessità sociali. Prima colpevolisti, poi innocentisti. Prima una cosa è falsa, poi diventa vera e di nuovo viceversa in nome di un equilibrio che si vuole dare alla società appunto e alla percezione delle cose.

The Lovers di Nicolò Tomaini: una critica al “circuito dello spettacolo”

Il significato di The Lovers di Nicolò Tomaini non punta ad omaggiare Rosa e Olindo e nemmeno a stabilire se sono innocenti o colpevoli. Ciò che vuole trasmettere l’artista è ben altro. E’ una critica al “circuito dello spettacolo”, che è in grado di “costruire una verità ufficiale, che poi all’occorrenza si può anche decostruire con gli stessi identici strumenti, per rifarla ancora e disfarla, tutte le volte che si vuole“.

In questo caso sono i coniugi Romano, ma al loro posto potrebbe esserci chiunque. E’ la macchina mediatica a finire al centro dell’attenzione. Tomaini ha dichiarato che proprio mentre stava terminando l’opera, c’è stata una notizia che ha confermato il suo pensiero: la concessione dell’udienza dell’1 marzo 2024 a Olindo e Rosa. Nicolò ha raccontato:

Ma poi, mentre si stava terminando la realizzazione dell’opera sulla base di quanto avvenuto e sviluppato nell’evolversi dell’iter processuale e consolidato in via definitiva dalla sentenza di Cassazione passata in giudicato, d’improvviso si apprende che è opportuno ripensarci su. Sicché buchi evidenti, forzature clamorose consumate sotto gli occhi di tutti nel corso dei tre gradi di giudizio e disinvoltamente ignorate, di colpo ridivengono degne della massima attenzione sotto l’incalzare impietoso di una delle forme più triviali e degradanti degli aderenti al circo mediatico contemporaneo. E così la giostra riparte. Quella che era una verità suggellata attraverso i tre gradi di processo viene disfatta e smembrata con quegli stessi mezzi che tanto avevano preso parte al suo consolidamento. E, normale esito nella società della “separazione compiuta”, si riparte dalla caotica girandola dell’enfatizzazione dei dettagli: la confessione (con le suggestioni e le forzature per ottenerla), i testimoni attendibili, quelli inattendibili, le tracce forensi, la loro assenza, in una caotico profluvio di particolari slegati e contraddittori. Restano, alla fine, le immagini statiche di Olindo e Rosa, tanto incredibili da dovere essere vere”.

Fabrizia Volponi
Fabrizia Volponi
Copywriter, classe 1985. Laureata in Scienze Storiche presso l'Università La Sapienza di Roma, con una seconda laurea in Scienze Religiose alla Pontificia Università Lateranense, ho una passione per la scrittura e la lettura. Ideatrice di un blog dedicato ai libri, il mio motto è πάντα ῥεῖ, tutto scorre.
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