L'Unione Europea (UE) lo aveva già annunciato ma adesso potrebbe diventare realtà: pronte nuove sanzioni contro la Russia. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea e Josep Borrell i Fontelles, vicepresidente della Commissione Europea e Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, sono pronti a colpire economicamente Mosca dopo l'annuncio della mobilitazione parziale.

UE, pronte nuove sanzioni alla Russia: attenziona all'Ungheria

Era inevitabile che il discorso aggressivo di Vladimir Putin suscitasse reazioni non proprio pacate nel resto del mondo. Con la diplomazia e il pacifismo che caratterizza l'UE, gli Stati Membri, tra cui l'Italia, sono già pronti a sottoscrivere ed applicare nuove sanzioni alla Federazione Russa. Dopo l'assemblea generale dell'ONU, la decisione di von der Leyen e di Borrell potrebbe essere quella fortemente chiesta anche da molti Stati: imporre un tetto al prezzo del petrolio. Il Price-cap è stato anche discusso dai Paesi del G7 che si sono detti assolutamente favorevoli a questa misura restrittiva.

Anche oltre oceano, soprattutto da parte degli Stati Uniti d'America (USA), c'è l'ok al Price-cap. Ma bisogna fare attenzione in casa. L'Ungheria, che ha potere di veto nell'Unione Europea, potrebbe ostacolare tale sanzione. I rapporti tra l'UE e l'Ungheria sono diventati molto tesi nelle ultime settimane. Il Parlamento Europeo ha definito l'Ungheria non più una democrazia, ma una "autocrazia elettorale".

Viktor Orban, presidente dell'Ungheria, non ha fatto nulla per togliere questa nomea alla sua Nazione; anzi, ha dichiarato addirittura di voler revocare entro fine anno tutte le sanzioni alla Russia. La mossa successiva di Orban potrebbe essere quella di indire un referendum popolare.

La negoziazione sul Price-cap dovrà quindi partire anche dalla buona volontà di Orban di sposare una linea comune con gli altri Stati membri dell'UE.

I primi incontri sul nuovo pacchetto di misure restrittive contro la Russia si terranno nel weekend e oltre al Price-cap, l'Unione Europea vuole inserire in un documento il principio del tetto al prezzo del gas. In questo caso, come si apprendere dall'Ansa, l'UE potrebbe essere più flessibile in base ai fornitori e al tipo di contratto.

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La posizione dell'Italia sul Price-cap

Sebbene molti partiti italiani non abbiano condannato apertamente il modo di fare politica dell'Ungheria di Viktor Orban, su una cosa siamo sicuri: tutti (o quasi tutti) vogliono imporre un tetto al prezzo del petrolio e anche del gas. Destra sinistra e centro forse solo su questo tema sono allineati, anche se alcuni chiedono un Price-cap non solo a livello europeo ma anche nazionale. La crisi energetica in Italia è una realtà che non si può sottovalutare, soprattutto perchè collegata ad essa vi è il tema del caro bollette che ha messo in ginocchio singoli cittadini ed attività.

Dal 1 ottobre 2022 gli italiani potrebbero vedere i primi effetti dell'aumento di elettricità, luce e gas.L'elettricità potrebbe passare da un costo di 0,41 euro al kilowattora a 0,70 euro al kilowattora. Per quanto riguarda luce e gas, l'aumento potrebbe essere, rispetto al 2020, di almeno +178%