Dopo il vaccino contro il Covid, in Italia nasce il vaccino anti-infarto. La sperimentazione è tutta italiana e potrebbe rivelarsi la miglior terapia per diversi pazienti. Si tratta di un vaccino a mRna chiamato Inclisiran ed è stato battezzato “vaccino anti-infarto” da Eugene Braunwald, un medico esperto della cardiologia moderna, un luminare della medicina cardiologica molto conosciuto.

Il nuovo vaccino verrà studiato al Centro cardiologico Monzino di Milano e in altri 5 centri cardiologici accreditati, ma non solo. Ben presto questo numero diverrà sempre più alto, poiché successivamente saranno coinvolti nella ricerca anche altri centri cardiologici italiani.

Lo studio, in particolare, prevederà la somministrazione del farmaco che di fatto potrebbe salvare la vita a molte persone malate cardiologiche. Ma vediamo di approfondire la questione. 

Il nuovo vaccino Inclisiran nasce da una sperimentazione italiana facente parte di progetto chiamato Victorion-2P. Il vaccino anti-infarto sarà somministrato a circa 10 mila pazienti in tutto il mondo almeno due volte all’anno e se dovesse funzionare ridurrebbe drasticamente le morti per infarto.

Secondo i ricercatori, in particolare, il vaccino agisce sul colesterolo, riducendolo, ed evitando, quindi, che il grasso si accumuli nelle arterie, una delle cause più comuni di infarto. Si tratta, in sostanza, di una svolta storica nella medicina.

Ogni anno le morti per infarto sono tantissime, perché non sempre è possibile prevedere l’insorgenza dei sintomi. Il più delle volte l’infarto colpisce in maniera fulminante, addirittura senza dare sintomi. Lo studio sui vaccini a mRna sta dando i primi frutti, dopo il vaccino contro il Covid.



Ma come funzionerebbe il vaccino anti-infarto?

Il farmaco che agisce contro il colesterolo è l’Inclisiran, ossia uno dei medicinali utilizzati normalmente per curare il colesterolo. Questo, in poche parole è stato inserito all’interno del vaccino ed agisce, secondo gli esperti, con un meccanismo di silenziamento genico. Come?

Come scrive anche Qui Finanza, “Le molecole prendono di mira una sequenza di mRna, o Rna messaggero, delle cellule epatiche, cioè del fegato. Con una serie di effetti a cascata riducono in maniera importante i valori di colesterolo.”

Il farmaco, quindi, andrà a colpire e a ridurre il cosiddetto “colesterolo cattivo”, una delle cause che normalmente genera l’infarto. Il “colesterolo cattivo”, o Ldl-C, quindi, gioca un ruolo molto importante nella nascita e nello sviluppo delle malattie cardiovascolari e aterosclerotiche e il vaccino permette di ridurre e tenere sotto controllo la sua progressione. 

Questa è l’opinione del professor Piergiuseppe Agostoni, direttore dello studio sul vaccino anti-infarto al Monzino di Milano. 

Ma chi saranno i pazienti che si sottoporranno alla nuova cura anti-infarto?

Lo studio verrà condotto sui pazienti che hanno già sperimentato eventi come ictus o infarto e che hanno acconsentito alla somministrazione del farmaco per la riduzione del colesterolo.

Comunque sia, il farmaco Inclirisan ha già mostrato degli ottimi risultati: nei pazienti a cui è stato somministrato, è stato riscontrato una riduzione dei livelli di colesterolo del 50%.

Un risultato formidabile, se consideriamo il fatto che prima di oggi non avevamo nemmeno gli strumenti per prevedere l’insorgenza dell’infarto, per non parlare dei farmaci attualmente disponibili per le malattie cardiovascolari, cerebrovascolari e poli-vascolari.

Il vaccino anti-infarto, tutti i vantaggi del farmaco!

Ma perché l’Inclirisan è stato chiamato “vaccino anti-infarto”? Come abbiamo appena accennato, il farmaco è da tempo utilizzato come cura contro il colesterolo, ma questa volta agisce attraverso l’Rna messaggero.

Tuttavia, come contrariamente si potrebbe pensare, non si tratta di un vero e proprio vaccino perché sarà iniettato sottocute, come l’eparina. 

Questa somministrazione, poi, andrà ripetuta due volte l’anno

Il farmaco, quindi, agirà poi direttamente sulle cellule cattive che causerebbero l’infarto, in sostanza sul colesterolo. Per chi è più scettico, i medici rassicurano affermando che il farmaco non provoca effetti collaterali. Dalla somministrazione i pazienti potranno ricavarne solamente degli effetti positivi sulla loro salute.

C’è ancora da capire a chi potrà essere somministrato, dopo che sarà terminato lo studio. Ad ogni modo, la somministrazione ogni sei mesi produce due vantaggi per il paziente: 

  • il primo vantaggio consiste nel non dover più essere obbligati ad assumere altri farmaci per la cura del colesterolo alto (questi talvolta causano diversi effetti collaterali);
  • il secondo vantaggio è che il vaccino potrà essere somministrato direttamente in ambulatorio. 

Perché fidarsi dei vaccini a Rna messaggero? 

Da quando è nato il vaccino contro il Covid, i dubbi sulla loro efficacia e sull’efficacia dei vaccini a Rna messaggero sono stati tantissimi nel corso di questi due anni di pandemia. Ma contrariamente a tutto, i vaccini fino ad ora si sono dimostrati dei validi alleati nella lotta al coronavirus.

La domanda che molto spesso i più dubbiosi facevano era la seguente: “ma i vaccini ad mRna non sono sperimentali?”. In realtà la risposta è semplice. No, i vaccini a mRna non sono sperimentali. E vi spieghiamo subito perché.

La tecnologia a mRna non è proprio così sconosciuta agli scienziati e agli studiosi in generale. Già da diversi decenni si sta studiando il vaccino a mRna e le potenzialità di questa tecnologia sono tantissime.

Questi sono in grado, come abbiamo costatato anche nel vaccino contro il Covid, di far produrre al nostro organismo una proteina, nel caso del Covid il vaccino induceva il nostro sistema immunitario a produrre la cosiddetta proteina Spike.

Ad ogni modo, il vaccino a mRna può indurre il nostro organismo alla produzione di diverse tipologie di proteine, così da poter stimolare il corpo stesso a curare le malattie o a sviluppare anticorpi senza venire in contatto con patogeni potenzialmente mortali, come il Covid ad esempio.



La nascita del vaccino a mRna è merito di una ricercatrice ungherese, Katalin Karikò, che dopo tanti no è riuscita nel anni ’90 a condurre la prima ricerca sui vaccini a Rna messaggero, convincendo i più scettici che il corpo umano può essere stimolato e indotto nella creazione di sostanze che potessero servire nella cura di certe malattie.

I suoi studi l’anno avvicinata al suo attuale collaboratore, il dottor Drew Weissman, dell’Università della Pennsylvania. Dopo diverse sperimentazioni, nel 2005 sono riusciti a pubblicare i primi risultati su come aggirare la risposta immunitaria all’mRna.

La loro ricerca e le loro idee innovative portarono alla nascita della ModeRNA Therapeutics nel 2010. Qui, non solo è stato creato il vaccino contro il Covid, ma stanno già studiando un vaccino contro i tumori, contro l’Aids, contro il Parkinson o l’Alzheimer.