Tutto sullo zio di Emanuela Orlandi: chi è e come è coinvolto nella scomparsa della 15enne

Il nome dello zio di Emanuela Orlandi riapre la pista familiare. Ecco chi è e come potrebbe essere coinvolto.

Volantini che raffigurano il volto di Emanuela Orlandi

Chi è lo zio di Emanuela Orlandi? Il suo nome è tornate sulle prime pagine dei giornali di cronaca nazionale per un suo presunto coinvolgimento nella scomparsa della giovane 15enne. Scopriamo in che modo potrebbe essere coinvolto nel caso mai risolto che ha sconvolto il mondo intero.

Tutto sullo zio di Emanuela Orlandi: chi è e come è coinvolto nella scomparsa della 15enne

Il suo nome è Mario Meneguzzi e non è più in vita. Non è la prima volta che si accosta il suo nome al caso Orlandi in quanto si tratterebbe del cognato di Ercole Orlandi, padre di Emanuela.

Il suo nome è stato trasmesso di recente dalla procura Vaticana a quella romana in quanto si presume che Meneguzzi abbia molestato la cugina di Emanuela, Natalina Orlandi. Secondo gli inquirenti, quindi, potrebbe aver molestato anche Emanuela, ma di ciò non si hanno prove concrete e resta solo un'ipotesi.

Mario Meneguzzi ha sempre avuto un alibi quando è stato interrogato dagli investigatori in quanto sosteneva di trovarsi in provincia di Rieti quando la giovane Emanula sparì. Ciò nonostante, lo zio della ragazza, era tenuto sotto controllo dalle forze dell'ordine così come altri parenti.

Meneguzzi venne addirittura pedinato da una volante con targa coperta della squadra mobile. Tale informazione gli fu riferita da un agente del Sisde (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica) che lavorava al caso Orlandi.

Di Mario Meneguzzi non si hanno altre informazioni, solo che era il gestore di un bar della Camera dei Deputati.

Perché non si è mai seguita la pista familiare

L'ipotesi di terrorismo internazionale e rapimento hanno da subito messo in secondo piano la pista familiare in quanto nel caso Orlandi, con il tempo, si è data la caccia a "pesci più grossi" che andavano dai servizi segreti alle autorità interne al Vaticano, fino a coinvolgere anche membri di spicco della criminalità organizzata come la famigerata Banda della Magliana.

Sulla scomparsa di Emanuela Orlandi ci sono stati fin troppi depistaggi, motivo per cui resta ancora un caso aperto che va avanti da ben 40 anni.

Secondo Pietro Orlandi, fratello della 15enne scomparsa, anche tirare nuovamente in ballo lo zio Mario Meneguzzi potrebbe essere un depistaggio per allontanare gli inquirenti dalla vera pista da seguire.

Tra i presunti depistaggi più recenti vi sono le parole di Marcello Neroni, uomo associato alla Banda della Magliana, che aveva addirittura coinvolto l'ex Papa Karol Wojtyla nel caso Orlandi dichiarando:

Wojtyla... (audio censurato)… pure insieme se le portava a letto, se le portava, non so dove se le portava, all’interno del Vaticano.

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