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Gli analisti del Multi Asset Team di Unigestion spiegano che la combinazione di salari più elevati, a seguito dell’irrigidimento dei mercati del lavoro, e dell'aumento dei prezzi dei fattori di produzione - come dimostrato nel 2016-2017 dal rimbalzo delle materie prime che risentono dell’andamento congiunturale - ha spinto i prezzi al consumo verso l'alto negli ultimi due anni, facendo salire le previsioni di inflazione. Questa tendenza dovrebbe portare nei prossimi mesi ad un aumento dei rendimenti obbligazionari a lungo termine.

Nell'attuale fase di rialzo dei tassi della Fed, i rendimenti delle obbligazioni statunitensi e canadesi sono in linea con le loro medie storiche, ma i rendimenti di Gilt e Bund sono diminuiti, in contrasto con il loro andamento storico. Anche se l'incertezza creata da Brexit e dalla situazione italiana può spiegare questo ritardo nella normalizzazione dei tassi, siamo tuttavia convinti che alcuni aggiustamenti si renderanno necessari, e ci aspettiamo che la BCE aumenti i tassi nel 2019, dopo la conclusione del QE nel 2018. D’altro canto ci aspettiamo anche che la BoE normalizzi la propria politica monetaria, dopo il completamento di Brexit.

Gli analisti del Multi Asset Team di Unigestion spiegano che la combinazione di tassi d'interesse e costi di produzione più elevati, come conseguenza della crescita salariale dovrebbe pesare sulla redditività delle imprese. Come illustrato in precedenza - e come ci si aspetterebbe - i margini di profitto delle imprese statunitensi sono storicamente correlati negativamente alla crescita dei salari. Con un aumento di circa il 3,5% su base annua, tornato ai livelli pre-crisi, ci aspettiamo che questa tendenza eserciti una pressione sui margini e incida sulla redditività.