Il 2020 si preannuncia agitato, a causa dei disordini civili e delle guerre commerciali in atto oltre che a causa di rivolgimenti politici e volatilità di mercato. William Davies, Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments, crede che l'economia mondiale continuerà a espandersi a ritmi più blandi e disarmonici tra le varie regioni. In questo scenario di prolungata crescita debole, bassi tassi d'interesse e timida inflazione, ci muoviamo lungo una sottile linea di equilibrio tra rischi al rialzo – come un'improvvisa accelerazione della crescita – e al ribasso, tra cui la minaccia di una recessione più profonda. Il nostro approccio globale e l'intensità della nostra attività di ricerca in un contesto simile ci permettono di destreggiarci abilmente tra questi sviluppi macroeconomici e di mercato.

Macro

A fine estate abbiamo raggiunto un punto critico, quando i principali indicatori di mercato hanno toccato livelli storicamente precursori di recessione nei mercati sviluppati - spiega William Davies -. Infatti, la storia recente insegna che un'inversione della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense è spesso seguita da una recessione. Tuttavia, pur esistendo ancora questa probabilità, non è detto che si arrivi a una recessione e, con il passare dei mesi, siamo ora più propensi a ipotizzare un rallentamento meno marcato, sotto forma di crescita bassa ma positiva o leggermente negativa.

Sotto un profilo storico, quando l'indicatore di Columbia Threadneedle Investments di recessione per gli Stati Uniti raggiunge il 30% significa che una recessione è probabile. A settembre ha toccato il 24%, ma questo rischio ora è in via di stabilizzazione. Tuttavia, forse non importa molto se entreremo o meno in una recessione, perché probabilmente sarà solo di modesta entità. La Germania, ad esempio, ha solo sfiorato la recessione quest'anno e i mercati non manifestano segni di panico, almeno finché la disoccupazione resta bassa.