Scarlett Claverie-Bulté, Convertible Bond Investment Specialist di Union Bancaire Privée (UBP) e Marc Basselier, Head of Convertible Bonds di Union Bancaire Privée (UBP), spiega che la convessità delle obbligazioni convertibili e il fatto che abbiano un’esposizione a temi secolari interessanti le rendono un asset strategico da includere in portafoglio nel 2020.

I mercati finanziari hanno chiuso il 2019 nello stesso modo in cui avevano iniziato l'anno - in rialzo.

Sebbene abbiano dovuto affrontare degli ostacoli durante l’anno, alla fine gli investitori che nel 2019 hanno mantenuto un atteggiamento risk-on e l'allocazione del portafoglio, sono stati i grandi vincitori. Ma ora che siamo entrati nel 2020, la domanda è: cosa possiamo ragionevolmente aspettarci da questo punto in poi?

Dopo il netto rimbalzo dell'anno scorso, i mercati azionari globali sono tornati ai massimi storici. Restano tuttavia ancora dei rischi: tensioni geopolitiche globali, sviluppi post Brexit, sfide legate al ciclo tardivo - solo per citarne alcuni. In questo contesto, con la gestione del rischio al ribasso sempre più critica, un’esposizione delta-one ai mercati azionari può risultare complessa da mantenere per la maggior parte degli investitori.

Tuttavia, nella ricerca di un rendimento in un contesto di rischio sopportabile, le alternative non sono molte.

Con i tassi d'interesse nell’ universo obbligazionario ai minimi storici e gli spread creditizi in restringimento, il rendimento delle obbligazioni plain vanilla non è sufficiente a fornire rendimenti assoluti significativi su base autonoma. È necessaria una sensibilità azionaria. Grazie alla loro duplice natura – una componente obbligazionaria con un'opzione di conversione incorporata – le obbligazioni convertibili consentono agli investitori di avere un'esposizione azionaria pur mantenendo i benefici difensivi dell’obbligazionario.