Patrick Zweifel, Chief Economist di Pictet Asset Management, spiega che il 2020 si sta profilando come un anno chiave per i mercati obbligazionari asiatici.

Con l'intensificarsi dei legami commerciali e finanziari intra-regionali tra i Paesi asiatici, le loro singole economie continueranno ad allontanarsi dagli Stati Uniti e ad avvicinarsi alla Cina e al renminbi (RMB).

Questa zona monetaria che ruota attorno alla Cina – o blocco del renminbi, come è meglio identificata – è destinata a superare quella dell'euro nel prossimo anno, quando diventerà l'area valutaria più grande al mondo dopo quella del dollaro.

Ciò dovrebbe aiutare il RMB e le altre valute asiatiche a recuperare vigore nel 2020 e oltre, dopo aver speso gran parte dello scorso anno a curarsi le ferite provocate dalla guerra commerciale.

Questo è importante per gli investitori nelle obbligazioni asiatiche in valuta locale. L’apprezzamento valutario è stato, infatti, una fonte chiave di rendimento per obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti nello scorso decennio, rappresentando circa un quarto del rendimento totale di questa classe di attivi.

Un destino comune

Ovunque gli investitori guardino, è evidente che a vent'anni dalla crisi delle valute asiatiche, le economie della regione stanno costruendo legami economici, commerciali e finanziari più stretti.

Secondo McKinsey, il 60% delle merci scambiate dalle economie asiatiche è intra-regionale, così come il 59% degli investimenti esteri diretti. Inoltre, più dei due terzi degli investimenti asiatici in start-up è rivolto a società che si trovano nella regione.