Giorni difficili, giorni pesanti. Eppure ogni mese arriva sempre l'affitto da pagare. Non importano i problemi economici che si hanno. Come sempre, puntuale come un orologio, arriva l'affitto da saldare: che poi è anche giusto. Dall'altra parte c'è un imprenditore o un privato, che su quelle mura ci ha investito tutti i propri risparmi e che, sul canone di locazione, ci fa conto. Vuoi per arrivare a fine mese, vuoi per pagare gli stipendi se è un'investitore che ha scommesso tutto sull'immobiliare.

Ma cosa succede quando un imprenditore è stato costretto a chiudere la propria attività e non è in grado di pagare l'affitto. Una chiusura forzata, determinata dalle misure restrittive che il Governo ha imposto per porre un freno al dilagare dell'emergenza coronavirus. Chi si ritrova a dover chiudere la propria attività a causa del Covid 19 può evitare di pagare l'affitto? Quanto meno per i mesi del lockdown! Diciamo che se proprio non ci fosse un canone di locazione pari a zero, possiamo sperare almeno in uno sconto? Ebbene sì, è possibile pagarlo in forma ridotta. Questo è quanto stabilito da alcuni tribunali, che hanno accolto i ricorsi presentati da alcuni esercenti, che si sono mossi dopo le chiusure imposte la scorsa primavera.

Affitto: quando viene annullato il canone!

Quando ci possiamo rivolgere ad un Tribunale e sperare che un giudice ci dia ragione? Ma soprattutto ci sarà mai la possibilità di non pagare l'affitto? I giudici si starebbero muovendo seguendo sempre lo stesso principio: nel caso in cui il bene viene reso non utilizzabile per colpa di una restrizione del Governo - come è stato il caso del lockdown - è possibile non pagare l'affitto. Questa volta abbiamo anche dei precedenti molto importanti. A Venezia, il tribunale ha dato ragione ad una società che gestisce degli appartamenti turistici, che avrebbe dovuto pagare qualcosa come 24.000 euro al proprietario di alcuni immobili, che sono rimasti vuoti tra marzo e novembre. Gli alloggi erano rimasti sfitti proprio a causa delle misure anti-Covid. Per i mesi compresi tra marzo e maggio l'affitto non è stato pagato, mentre per la mensilità di giugno è stato riconosciuto uno sconto pari al 50%.

Sempre a Venezia i giudici hanno posto il proprio veto ad uno sfratto per il mancato pagamento dell'affitto nei mesi del lockdown. In questo caso, secondo il giudice, il provvedimento avrebbe contrastato il principio costituzionale di solidarietà tra le parti.

Decisione simile è arrivata anche a Roma, dove i giudici si sono espressi a favore di un ristoratore che si è ritrovato costretto a sospendere l'attività per tre mesi, sempre per le restrizioni del coronavirus. Questa volta il tribunale ha optato per un riduzione del canone d'affitto del 40% per i mesi di aprile e maggio e del 20% da giugno 2020 a marzo 2021. La motivazione è la seguente:

I contratti devono essere rispettati ed applicati dai contraenti sino a quando rimangono intatti le condizioni ed i presupposti di cui essi hanno tenuto conto al momento della stipula del negozio.

Come cambia l'affitto per colpa del coronavirus!

Sicuramente l'emergenza Covid 19 ha modificato in maniera definitiva il nostro modo di lavorare ed il nostro modo di interfacciarsi con la vita. In questo contesto, senza dubbio, cambia il nostro rapporto con la casa e con l'affitto. Anche perché, dal giorno alla notte, ci potremmo ritrovare ad essere senza lavoro, senza fatturato e quindi incapaci - economicamente - di pagare il canone di locazione.

Probabilmente è per questo motivo che sta nascendo, proprio in questi mesi, l'importanza di prendere in considerazione ogni singola probabilità, ogni singolo movimento che potrebbe innescare uno scenario a noi avverso. Proprio alla luce di questo è importante verificare se nel contratto di locazione sia inserita l'eventuale clausola Covid. Di cosa stiamo parlando? Volendo essere dei fini giuridici, dovremmo parlare più correttamente di cause di forza maggiore, ossia quel tipo di eventuallità che è esterna alla nostra volontà ed è in grado di mutare lo scenario nazionale - vedasi lockdown - e che rende impossibile ad una persona di guadagnarsi da vivere. Una clausola che risulterà essere molto utile al proprietario, che eviterà di trovarsi un inquilino moroso, sia all'affittuario.

Una clausola nel contratto d'affitto!

E' importante, comunque, ricordare che una clausola del genere non esonera l'inquilino a pagare l'affitto regolarmente. Al massimo si potrebbe parlare di una eventuale rimodulazione dell'importo mensile sulla base dei danni economici che l'affittuario sta subendo. Ovviamente, come sempre, è necessario che le parti concordino nella decisione di rimodulare il canone di affitto: diciamo che potrebbe essere una strada per limitare al massimo i danni da entrambe le parti. Ricordiamo sempre che, molte volte, ci ritroviamo davanti ad una persona che ha problemi economici (inquilino) e un'altra che magari ha investito tutti i suoi risparmi in quell'immobile e si aspetta un ritorno economico (proprietario).