Che senso ha avere dei crediti quando questi poi sono difficili da riscuotere? Succede allo Stato italiano per almeno 400 miliardi di euro circa di tasse che potrebbero non arrivare mai nelle casse dell'Erario. Si tratta, in altre parole, di tasse non esigibili per le quali potrebbe scattare un condono con la prossima riforma fiscale in accordo con quanto è stato riportato da IlGiornale.it.

Il maxi-stralcio dei crediti tributari inesigibili con la prossima riforma fiscale

Quella del maxi-stralcio dei crediti fiscali inesigibili, o comunque di difficile incasso da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, non sarebbe proprio una novità visto che la stessa misura è stata già applicata per le cartelle esattoriali relative a debiti fiscali e tributari di vecchia data ma per importi inferiori alla soglia dei mille euro.

Le tasse che lo Stato italiano deve ancora da riscuotere, una montagna da 954 miliardi di euro

Stando alle recenti dichiarazioni del direttore dell’Agenzia delle Entrate, lo Stato italiano ha una montagna di crediti fiscali da riscuotere. Si tratta infatti di ben 954 miliardi di euro, ma il 40% di questi, pari proprio a circa 400 miliardi di euro, si possono sostanzialmente considerare come non più incassabili.

Perché circa 400 miliardi di tasse sono irrecuperabili per l'Erario

Entrando maggiormente nel dettaglio, i circa 400 miliardi di euro di tasse irrecuperabili per l'Erario risultano essere così distribuiti: 153 miliardi di imposte pregresse che sono riconducibili ad imprese fallite, 119 miliardi di euro circa di tasse che il Fisco, inutilmente, chiede di pagare a persone decedute, e 109 miliardi di crediti verso nullatenenti, ovverosia verso soggetti che non possono pagare nemmeno se volessero.