L'Agenzia delle Entrate cambia vestito e si adegua al coronavirus. I controlli fiscali avverranno in due tempi: prima ci sarà la notifica dell'atto e poi arriverà l'effettiva riscossione. Il tutto sarà gestito a distanza. In estrema sintesi, l'Agenzia delle Entrate sta cercando di trovare una mediazione tra la necessità di riscuotere le tasse e le effettive difficoltà a farlo dovute all'emergenza coronavirus.

A questo aggiungiamoci, poi, che la maggior parte delle attività commerciali in questo periodo è chiusa. Gli incassi sono drasticamente diminuiti se non addirittura azzerati. Ovviamente il contribuente medio spera tutto, tranne che vedersi racapitare una raccomandata dell'Agenzia delle Entrate con la quale gli si chiedono ulteriori soldi. Non importa se a ragione o meno.

Agenzia delle Entrate: le novità dei controlli fiscali

Come cambieranno in questi giorni i controlli fiscali messi in essere dall'Agenzia delle Entrate? La novità principale sarà quella dello spacchettamento dei controlli stessi. L'intenzione è quella di dare la possibilità alle partite Iva di riprendersi economicamente, di respirare. E quindi di avere la liquidità sufficiente per pagare le tasse. La comunicazione è arrivata direttamente da Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia delle Entrate, che nel corso di un'intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, ha affermato che queste novità saranno pubblicate presto in una circolare.

Ma come funzioneranno i controlli in due puntate? L'intenzione è quella di procedere verso la separazione della notifica degli atti da quella di recupero e riscossione. Adottando questa semplice formula, si darà la possibilità alle imprese di riprendersi dal punto di vista economico: si sta avvicinando la Fase 2 e la parziale ripartura delle attività dovrebbe portare alla ripresa delle attività. E quindi si spera che le aziende possano riprendere a fatturare.

Molto probabilmente le ultime dichiarazioni rilasciate da Ruffini dovrebbero servire un po' a placare gli animi. Molti contribuenti si erano allarmati perché nel corso dell'audizione alla commissione Finanze della Camera lo scorso 22 aprile, il direttore dell'Agenzia delle Entrate aveva affermato che i controlli fiscali sarebbero partiti il primo giugno a pieno ritmo. Ma che soprattutto sarebbero partiti qualcosa come 8 milioni e mezzo di atti.

Agenzia delle Entrate: i controlli arriveranno, ma con calma

Sicuramente Ernesto Maria Ruffini alla camera non aveva parlato a vuoto, e quello che poteva sembrare una minaccia o una provocazione, era in realtà un modo per far conoscere alle istituzioni quale fosse la volontà popolare. Ma soprattutto un tentativo per cercare di smuovere qualcosa a livello normativo. Soprattutto perché la ripresa della vita sociale e di quella economica in Italia non passa solo dalla scoperta di un accino, ma anche dal rilancio dell'economia.

Secondo Ruffini la lavorazione di qualcosa come 30 milioni di atti è un'attività che può essere considerata come un qualcosa di ordinario. Altra cosa è decidere se si debba spostare avanti nel tempo l'attività di conoscenza dei contribuenti. E' importante sottolineare, però, che tutto sarà portato avanti ad eccenzion fatta che per le frodi: questi sono una picocla parte degli accertamenti.

La separazione in due tempi del controllo dall’atto della notifica è una misura che ad oggi non è mai stata adottata. È anche vero che l’attuale situazione è assolutamente emergenziale, e come tale andrebbero adottate misure mai prese prima.

Agenzia delle Entrate: critiche ed osservazioni

Oggetto di critiche, invece, è stata la cancellazione dal Senato della norma, che, in qualche modo, avrebbe garantito un vantaggio all'Agenzia delle Entrate grazie ad un periodo più ampio per svolgere la propria attività, Ruffini mette in evidenza che la proroga biennale era una norma approvata che aveva una chiave risolutiva. È stata criticata, ci sono altre possibilità di intervento. Si possono rinviare i termini, sospenderli o interromperli. Tutte ipotesi all’esame del governo.

L’Agenzia - ha spiegato Ruffini - è assolutamente disponibile a un’ipotesi di perimetrare l’attività entro il 2020 per poi portarla a conoscenza in un secondo momento. Può essere un’ipotesi. Le strade sono tante, molto delicate, non spetta a me parteggiare per una o per l’altra