L'Agenzia delle Entrate ci viene incontro e prepara una bel taglio delle tasse: potremmo risparmiare un buon 30% sugli acconti da versare a giugno ed a novembre. Roberto Gualtieri, ministro dell'Economia, nei giorni scorsi aveva già annunciato alle parti sociali la sospensione dei versamenti fino a settembre, ma aveva lasciato fuori dalle discussioni la rimodulazione degli acconti previsti a giugno. Un primo intervento a favore dei contribuenti era già arrivato con il decreto liquidità, atttraverso il quale si volevano favorire quei contribuenti che avessero optato per il metodo di calcolo previsionale, ma che avessero commesso degli errori nelle loro previsioni. Per questi contribuenti era previsto che, nel caso in cui avessero versato almeno l'80% dell'imposta dovuta, non si sarebbero applicate le sanzioni previste in caso di errore.

Agenzia delle Entrate e tasse: cosa è accaduto!

Senza dubbio il segnale che si è voluto lanciare in questo momento è che quello con le tasse e l'Agenzia delle Entrate non sia solo e soltanto un appuntamento rinviato. Questa volta si è voluto lanciare un segnale forte e chiaro: a febbraio si era voluto congelare tutto, rimandare il rinviabile, adesso la via scelta è un'altra. Il Decreto di Maggio, che dovrebbe essere approvato entro questa settimana (almeno queste sono le aspettative!!), dovrà contenere un segnale forte ed inquivocabile per le imprese, che in questo momento sono in forte crisi per colpa dell'emergenza coronavirus. Aziende, liberi professionisti e partite Iva che si ritrovano con il paradosso di trovarsi con i pagamenti sfalsati e tutte le previsioni sfasate, condizionate da un anno che non ha precedenti. Come è possibile quantificare e prevedere il fatturato del 2020, quando non si sa ancora se si uscirà totalmente e completamente dall'emergenza sanitaria. Ma soprattutto non si sa quando se ne uscirà.

Quindi in estrema sintesi si cerca di ragionare con la logica. Il paradosso di dover effettuare i pagamenti basandosi sulle previsioni, potrebbe portare al pagamento di imposte come quelle del 2019, quando non c'era alcuna crisi economica. Quest'anno, quindi, si provvederà a guardare anche agli Isa, ossia alle pagelle fiscali, e sebbene non si possa intervenire con una drastica sospensione, complice l'aggancio degli Isa a un gettito da 2 miliardi, l'intenzione sarebbe quella di applicare una sorta di correttivo antipandemia, provvedendo a correggere e sterilizzare i risultati dei voti degli indicatori con adeguamento forfettario, che potrebbe arrivare fino al 40%.

Tasse, cartelle ed Agenzia delle Entrate: tutte le opzioni

Ma quali sono tutte le opzioni in mano all'Agenzia delle Entrate per venirci un po' incontro nel farci saldare le nostre tanto amate tasse! Una delle nuove ipotesi allo studio sarebbe quella di valutare una nuova rottamazione delle cartelle. Gualtieri ha comunque sottolineato che non si tratterebbe di un nuovo condono, ma sarebbe semplicemente una nuova edizione della rottamazione. E potrebbe essere considerata come una leva indiretta per garantire un po' di liquidità alle imprese.

Ernesto M. Ruffini, direttore dell'Agenzia delle Entrate, aveva sottolineato come le sanatorie sulle cartelle andrebbero fatte in periodi nei quali le difficoltà economiche e sociali sarebbero inferiori. La proposta troverebbe tutta la maggioranza d'accordo tranne Leu, il sottosegretario del ministero dell'economia, Maria Cecilia Guerra si è sempre detta contraria a qualunque tipo di sanatoria. L'idea quindi sarebbe quella di sospendere tutti gli accertamenti, gli avvisi bonari: le misure di pace fiscali erano già previste per i mesi di marzo, aprile e maggio a causa dell'emergenza sanitaria. Ovviamente questo intervento avrà un costo altissimo: si parla di quasi 20 miliardi di euro a copertura delle somme dovute che dovranno essere pagati dai contribuenti o in un'unica soluzione a partire da metà settembre o, in quattro rate di pari importo.

Proviamo, poi, ad entrare un po' nel merito del nuovo Decreto Legge. Dovrebbero poi slittare al 16 settembre i pagamenti di tutte le ritenute, l'Iva, i contributi previdenziali e i versamenti all'Inail. Un focus verrà rivolto anche alle bollette: negli ultimi mesi l'Arera era già intervenuta in questo senso, in modo molto determinante. Adesso ci dovrebbero essere degli ulteriori interventi, e dovrebbero essere rideterminare le tariffe di distribuzione azzerano le attuali quote fisse che sono indipendenti dalla potenza relativa alle tariffe e agli oneri generali a carico dei clienti. Nei fatti, per i consumi superiori ai 3,3 kilowatt, le tariffe saranno rideterminate applicando una sorte di potenza forfait fissata a 3 Kw.

Tasse e cassa integrazione: un tema caldissimo

Senza dubbio un altro tema molto caldo e all'ordine del giorno è quello relativo alla cassa integrazione. Oggi come oggi il punto fondamentale è capire di che dimensione sarà l'assegno che entrerà nelle tasche degli Italiani. Ma soprattutto se ci sarà un prolungamento della cassa integrazionee. Dovrebbe poi arrivare il reddito di emergenza: una cifra che oscilla da 400 ad 800 euro per nucleo famiglire. Per accedere, però, si dovrà avere un Isee inferiore a 15 mila euro e un patrimonio entro i 10 mila euro, tetto che però può crescere fino a 25 mila euro in base al nucleo e alla presenza di disabili.