L’Agenzia delle Entrate avvia il protocollo controlli, nel mirino IRPEF, IRES, IRAP e molto altro. Un bel calderone fatto di accertamenti fiscali pronto a esplodere sulla testa degli italiani. Che dire? Tutto sommato stiamo ritornando sulla strada della normalità. Beffati, strattonati da un Fisco dalle maglie sempre più strette. Adesso, non si parla più del lockdown e, del tremendo impatto che ha avuto il Covid-19 nella vita economica, politica e sociale del nostro Bel Paese. Al di là delle polemiche sulla gestione dell’Esecutivo sull’intero quadro epidemiologico, resta la falce del Fisco pronta a colpire imperterrita gli italiani, già pressati dalla mancanza di liquidità. 

Ancora oggi, troppe sono le famiglie, operaie e aziende che stringono i denti ogni singolo giorno racimolando soldi ‘a destra e a manca’. Mentre, il mondo viene avvolto da una bolla di denaro rimpinzata dalla BCE, l’economia crolla e le Borse volano. Tutti facciamo i conti con una recessione senza precedenti. Difficile prevedere se l’incubo del virus finirà presto nella scatola delle catastrofi dell’ultimo secolo. Fatto sta che l’Agenzia delle Entrate contro ogni tendenza si prepara alla ripartenza. Ti starai chiedendo, come: predisponendo il quadro degli accertamenti sulle tracce dei piccoli evasori fino alla verifica delle forme più fraudolenti. Una lunga lista di atti urgenti e improrogabili, tra cui: cartelle esattoriali, rimborso IRPEF, IRES, IRAP e così via. Vediamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta. 

Agenzia delle Entrate: quella stretta sulle entrate tributarie che mancava all’appello  

Così il Fisco riparte aprendo le porte al nuovo calendario a cui dovranno allinearsi i dipendenti. Pronti gli accertamenti fiscali particolarmente fruttuosi. Del resto, anche le entrate tributarie hanno risentito dell’impatto della pandemia tanto che nei 5 mesi del 2020 è stato registrato un crollo del 9,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno di imposta precedente. L’incasso registrato dalle entrate si aggira intorno ai 149.731 milioni di euro, dati diffusi dal Bollettino pubblicato dal Dipartimento delle finanze che mostrano una riduzione d'incassi di 15.300 milioni di euro, sempre raffrontati all’anno precedente, ossia al 2019. La curvatura è attribuibile al lockdown a causa della pandemia e, all’innesco delle proroghe sui pagamenti tributari e contributivi così come disposto dal Dl n. 23/2020.

Nel mese di maggio l’Agenzia delle Entrate non ha annotato alcun miglioramento rispetto a quanto registrato nei mesi di marzo e aprile, anzi la tendenza in ribasso si è acutizzata registrando una perdita del 27,1%, scaturita dal raffronto dello stesso periodo anno 2019.  Nello specifico, le imposte indirette registrate a maggio hanno evidenziato una riduzione pari a 7.460 milioni di euro registrando una perdita del -35,4%

Agenzia delle Entrate: nel mirino dei controlli rimborso IRPEF, IRES, IRAP, frodi fiscali e tanto altro

Il Fisco si prepara nell’incanalare le energie sulla ripartenza della riscossione tributaria, prediligendo gli accertamenti redditizi, ciò non significa che si preclude quelli meno. L’esattore delle tasse, ossia l’impiegato preposto dall’Agenzia delle Entrate, dovrà svolgere i controlli verteranno sulle diverse constatazioni relative alle imposte dirette, ad esempio rimborso IRPEF, IRES, IRAP e così via, oppure, imposte indirette come ad esempio IVA, Imposta di registro, bollo auto e così via. Per valutarne la sostenibilità e la solvibilità del pagamento delle stesse. Nello specifico, gli uffici dovranno partire considerando indifferibili e urgenti i seguenti atti, tra cui: 

  • frodi fiscali;
  • indebite compensazioni di crediti d’imposta;
  • procedure concorsuali;
  • accertamenti tributari;
  • provvedimenti cautelari in decadenza.

Agenzia delle Entrate: al via le lettere fiscali programmate e, non solo

Si attende una rimodulazione dell’intero sistema dell’Amministrazione Finanziaria. Secondo quanto riportato da Italia Oggi, partiranno di nuovo i questionari, lettere fiscali, notifica degli anni notifica degli atti indifferibili e urgenti. Molto probabilmente, seguirà la verifica a distanza, con l’inoltro degli atti in forma digitale, in ogni caso non è esclusa la consegna dei documenti presso gli uffici del Fisco. 

Al momento, si tratta d'indicazioni manca il provvedimento con le direttive in chiaro del direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini. Secondo quanto indicato nell’articolo 157 del decreto Rilancio, tutti gli atti (accertamento, sanzioni, recupero crediti ecc.) la cui scadenza cade nel periodo tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, sia differita la data di emissione al 31 dicembre 2020. Di conseguenza tali atti dovrebbero essere notificati nell’arco dell’anno 2021, ossia nel periodo compreso tra il 1° gennaio fino al 31 dicembre dello stesso anno. 

Il Fisco in un messaggio rivolto agli uffici ha segnalato alcune linee a cui gli uffici dovrebbero attenersi per i controlli diretti alle imprese di piccole dimensioni, basati su redditività, non congruità alle risultanze degli studi di settore e così via. Nel complesso, si tratta di seguire tracce di evasione e, nello stesso tempo, di fortificare le attività di controllo rivolte alle forme più fraudolente di evasione. E, prosegue il documento, preferire i “controlli degli anni d’imposta più recenti”. Dati, comunque, sfalsati dalla pandemia da SARS-CoV-2.