Chi lavora a partita Iva, ed è fermo a casa per il coronavirus, potrà beneficiare di un bonus marzo da 600 concesso dallo Stato italiano, così come i lavoratori dipendenti potranno far leva su un'integrazione salariale grazie a 9 settimane di cassa integrazione.

Si mette davvero male, invece, per i lavoratori in nero che rischiano seriamente non solo di pagare a caro prezzo l'emergenza Covid-19, ma anche di avere non poche difficoltà a livello economico in questa fase di profonda crisi per il nostro Paese.

Il ministro per il Sud e la Coesione sociale apre agli aiuti per i lavoratori in nero

Pur tuttavia, per chi lavora in nero, sembra esserci uno spiraglio in accordo con quanto è stato riportato da IlGiornale.it. E questo perché Giuseppe Provenzano, che è il ministro per il Sud e la Coesione sociale, ritiene che, con il prolungarsi della crisi, sarà necessario mettere a punto delle misure universalistiche che vadano soprattutto in aiuto delle fasce sociali più vulnerabili considerando che nel Mezzogiorno c'è una vasta zona grigia di sommerso.

Le dichiarazioni del ministro Giuseppe Provenzano sul lavoro irregolare

In un articolo su il Mattino, non a caso, il ministro Giuseppe Provenzano ha spiegato che ....

'Il lavoro nero è una piaga da combattere, ma esiste e non si affronta solo con la repressione. Come istituzioni abbiamo il dovere di offrire un’alternativa, altrimenti l’alternativa la offrono gli “altri”, nell’illegalità e tra le grinfie della criminalità organizzata'.

Assegni cassa integrazione e bonus 600 euro, ancora tutto fermo

Intanto, aspettando eventuali aiuti per chi lavora in nero, c'è anche da dire che gli assegni per la cassa integrazione non sono ancora partiti, così come per il bonus 600 euro alle partite Iva ancora non è pronto il modulo di richiesta in accordo con quanto è stato riportato da Repubblica.it.