Il colosso multimediale rischia di essere un gigante dai piedi d'argilla. L'entusiasmo nato sull'onda dell'evento si è scontrato con i dubbi, numerosi, degli analisti, i quali, adesso, sottolineano i punti deboli dell'accordo.

I timori sull'operazione

L'occasione arriva da un editoriale del WSJ secondo cui il debito che AT&T dovrà emettere per riuscire nel suo intento potrebbe essere troppo alto per reggere. L'operazione, infatti, prevede il pagamento da parte di AT&T di 85,4 miliardi di dollari che però arriva a 108,7 considerando la totalità dell'acquisto, quindi anche il debito di Time Warner. Come sarà fatto tutto questo?

Prima di tutto la cifra sarà metà cash e metà azioni, inoltre a supporto di tutto, già si è a conoscenza di un prestito ponte di 40 miliardi di dollari, il tutto si andrà ad affiancare ai 119 miliardi di dollari che AT&T ha già in conto. Totale del conto: 170 miliardi di dollari. Un debito che ha visto un'impennata durante l'altra grande acquisizione fatta recentemente, quella di DirecTV, primo fornitore statunitense di pay TV satellitare, e che è ulteriormente aumentato a causa di sia di operazioni di buyback che acquisti di licenze. Anche per questi motivi Moody's ha deciso di tagliare il rating più volte negli ultimi 3 anni arrivando a Baa1, un livello che, date le incertezze sui conti derivanti dal M&A su Time Warner potrebbe essere ulteriormente abbassato. Diversa la view dei vertici del primo operatore Usa sulla telefonia residenziale che da parte loro evidenziano invece la struttura solida non solo dell'azienda e dei relativi conti ma anche i vantaggi acquisiti con l'operazione, vantaggi che si esprimono sul fronte dei contenuti acquisiti con Time Warner la quale porta in dote nomi come HBO, Turner Broadcasting e Warner Bros.