Mentre Londra (+0,4%), Francoforte (+0,3%) e Parigi (+0,1%) hanno continuato la risalita, la Borsa milanese oggi ha subito una battuta d’arresto.

Al nostro Ftse Mib (-0,55%) non è bastata la seduta positiva dei titoli petroliferi, e quella perlomeno contrastata dei bancari, a pesare sul nostro indice di riferimento in particolare i ribassi subiti dai titoli industriali e dalle utilities, oltre a qualche presa di profitto.

Estremamente pesante il ribasso di Ferrari (-5,98%), piombata a quota 137,55 euro, un livello che il titoli non vedeva dallo scorso mese di giugno, certo da inizio anno il titolo guadagna tutt’ora quasi il 60%, ma dopo le due vittorie consecutive nei Gran Premi, queste vendite sono state decisamente sorprendenti.

E continuiamo a parlare di prese di profitto per giustificare il calo di Nexi (-4,24%) per la quale la soglia dei 10 euro pare esser stata un vero e proprio sbarramento.

Ed ancora Amplifon (-4,11%) che dopo aver ritoccato il proprio massimo storico soltanto quattro sedute fa oggi si ritrova ad oltre 11 punti percentuali dalla vetta.

Brusco dietro-fronti anche per Finecobank (-3,65%) e sesto ribasso di fila per Diasorin (-3,16%).

Conferma la pessima giornata del comparto del risparmio gestito il calo di Azimut (-2,40%) che come tutti sappiamo è il best performer dell’anno in corso (+87,7%).

Nuovo massimo dell’anno invece per Unipol (+2,33%) che termina su quota 4,746 euro, un valore che non faceva segnare dal 2012, sale anche la “sorellastra” UnipolSai (+1,27%).

A seguire Saipem (+1,40%), in una giornata decisamente brillante per il settore petrolifero: Eni (+1,29%) e Tenaris (+1,17%).