Amanda Lyons, investment manager di GAM Investments, spiega che a prima vista i risultati di Apple sembravano piuttosto buoni, al di sopra delle aspettative sia in termini di fatturato che di margini. Tuttavia, scavando un po' più a fondo, non tutto è così roseo.

Il fatturato è stato trainato esclusivamente dalle forti vendite di iPhone, in particolare dei nuovi modelli 11, 11 Pro e 11 Plus. A causa del prezzo più elevato dei muovi modelli, non sarebbe assurdo ipotizzare che la crescita delle vendite unitarie sia stata piatta o negativa rispetto all'anno precedente (Apple non dichiara più il numero di dispositivi venduti) e che la crescita del fatturato garantita dalla linea iPhone sia stata trainata da un cambiamento del mix. Considerato che gli smartphone rappresentano ancora oltre il 60% del fatturato totale, è evidente quanto la società continui ad affidarsi agli iPhone per crescere e che la sovraperformance delle su altre linee non è sufficiente ad alimentare la crescita futura.

I ricavi relativi ai Servizi sono cresciuti del 17% su base annua, in linea con le aspettative - spiega Amanda Lyons -. Il cambiamento della disclosure, che non passa più per le unità vendute e si concentra sul fatturato e sugli utili di Prodotti e Servizi, era mirato a evidenziare i margini più elevati del ramo dei Servizi e per dimostrare che è questo il futuro di Apple. Anche se il fatturato relativo ai servizi è notevole, è intrinsecamente legato alle vendite del ramo Prodotti. Nella pubblicazione dei risultati, Apple ha evidenziato che la base installata ha raggiunto 1,5 miliardi di dispositivi. È difficile ipotizzare che questo segmento possa crescere fino a diventare il driver dell'azienda e superare l'iPhone.