Una delle più grandi capitalizzate al mondo ha forse sbagliato la sua strategia di investimento? Può essere, sta di fatto che Apple è al centro dei dubbi della comunità degli analisti di Wall Street.

Il motivo?

Invece di investire quell’inesauribile fiume di denaro in ricerca, gran parte è stato indirizzato verso enorme strategie di buyback. risultato: ciò che è stato ideato da Cupertino non è stato in grado di portare la solita “rivoluzione Apple” che tutti si aspettavano. A ricordarlo è anche Jeremy Bowman che ricorda come Apple abbia concentrato gran parte delle sue entrate su un solo prodotto, l’iPhone. Per giunta facilmente replicabile dai competitor. E così è stato. Tanto che addirittura gli avversari non solo lo hanno replicato ma addirittura migliorato con un’offerta economicamente più vantaggiosa. Adesso Tim Cook, CEO della società, si trova di fronte ad un bivio: trovare qualcosa di nuovo oppure sfruttare i 900 milioni di iPhone al mondo attraverso i servizi che si possono fornire sul telefonino.

La saturazione del mercato

Ma c’è anche un altro problema: il mercato è in saturazione. Quindi c'è poco spazio per la crescita delle vendite di iPhone anche perché dopo 12 anni di evoluzione, le modifiche apportate da ogni nuovo modello del dispositivo sono diventate così specifiche da essere praticamente prive di significato. Da qui i cicli di ricambio sempre più lunghi perché i consumatori non vedevano nessun motivo per cui comprare modelli nuovi e costosissimi per avere migliorie tecniche minimali. Ecco spiegato perché la scorsa settimana, Apple ha registrato il suo primo trimestre di ricavi e profitti in calo: il fatturato è sceso del 5%, in gran parte a causa del calo del 15% delle vendite di iPhone. Anche l'utile netto è leggermente diminuito, sebbene l'utile per azione sia aumentati, ma solo per i suddetti piani di buyback. La debolezza in Cina è stata citata come la ragione del calo delle vendite di iPhone, ma ci sono segnali di affaticamento ormai in tutto il mondo.