Apple taglia al 15% la quota incassata dei ricavi generati da terzi nel suo App Store, ma solo alle società che fatturano meno di 1 milione l’anno. L'iniziativa, chiamata App Store Small Business Program, partirà con l'inizio del 2021 e riguarderà anche le aziende che per la prima volta debuttano sullo store degli applicativi di Apple. “Le piccole imprese sono la spina dorsale della nostra economia globale e il cuore pulsante dell'innovazione e delle opportunità nelle comunità di tutto il mondo. Stiamo lanciando questo programma per aiutarle a scrivere il prossimo capitolo di creatività e prosperità sull'App Store e per creare il tipo di app di qualità che i nostri clienti amano", ha dichiarato il chief executive Tim Cook.

Per Apple, sotto i riflettori, l'iniziativa è un ramo d'ulivo

La prima spiegazione sul perché Apple abbia deciso di fare questa mossa la fornisce la Cnbc, secondo cui l'App Store Small Business Program non è che un ramo d'ulivo che il produttore di iPhone e iPad offre a legislatori e sviluppatori di app per le sue pratiche commerciali, sempre più sotto i riflettori nell'ultimo anno. È improbabile che le modifiche placheranno Facebook o il creatore del videogioco Fortnite Epic Games, che è coinvolto in una battaglia legale con Apple proprio sulla contestata fee del 30% (che per altro secondo Apple non sarebbe fuori dagli standard del settore). Secondo la Cnbc, Epic Games avrebbe incassato oltre 1,2 miliardi di dollari sull'App Store finora, rendendolo certo non idoneo a ottenere lo sconto.

Ma è parte anche della strategia avviata con i nuovi chip M1

Il fatto che l'annuncio arrivi adesso, però, ha un'altra chiave di lettura. L'App Store Small Business Program viene presentato all'indomani dello sbarco ufficiale sugli scaffali (dove possibile, altrimenti negli acquisti online) di MacBook Air, MacBook Pro e Mac mini dotati di chip M1, il nuovo processore made in Cupertino che, secondo i piani di Cook, andrà via via a rimpiazzare quelli prodotti da Intel nell'intera gamma di Mac. L'M1 è basato su tecnologia Arm, la stessa che si trova nei terminali mobili, e la strategia di Apple è anche quella di rendere ancora più omogeneo il suo ecosistema, con Mac, iPhone e iPad sempre più legati. Anche dal punto di vista dei software. Per questo, ovviamente, Apple ha bisogno dell'appoggio degli sviluppatori, chiamati oggi a pensare programmi che passino senza soluzione di continuità da uno schermo touch di 5,4 pollici a un monitor che di pollici ne misura 27 e che viene gestito con mouse e tastiera.

(Raffaele Rovati)