Per anni Apple ha abituato i suoi azionisti a risultati stratosferici, con trimestrali che avrebbero fatto invidia a più di uno stato in crisi con i propri conti. Da qualche tempo, però, come logica vuole, la ditta di Cupertino ha iniziato una fase di stabilizzazione che ha portato l'azione a incarnare un valore invece che un oggetto di speculazione. La conferma arriva, indirettamente, anche dalle ultime trimestrali rese pubbliche ieri.

I numeri di Apple

Ieri sera Apple ha sollevato il velo sui conti dell'ultimo trimestre fiscale chiusosi il 24 settembre: l'utile netto si è fermato a 9 miliardi di dollari con ricavi a 46,9 miliardi e un fatturato a -9%, tradotto in numeri, in quest'ultimo caso, si parla di qualcosa come 233,7 miliardi del 2015 che si sono trasformati in 217 miliardi nel giro di un anno. In calo anche il margine lordo fermo al 38%contro il 39,9% del 2015. Risultati che confermano le attese ma anche il calo continuato dettato per lo più da una minor vendita di iPhone in particolare in Cina, ultimamente diventato il mercato più proficuo per la Mela, con Pechino che registra un calo del 29,8% e che fa seguito al 33% degli ultimi trimestri. Ma proprio per questo gli esperti non sono pessimisti: i conti, infatti, come sottolineato, arrivano al 24 settembre, ovvero prima del lancio del nuovo iPhone 7 e dei problemi di Samsung (difetti di fabbricazione su Galaxy 7 Note che hanno favorito la scelta dei consumatori verso Apple), tutti fattori che hanno dato linfa vitale dalla società creata da Steve Jobs. Le previsioni sui ricavi per il trimestre fiscale in corso, il primo del 2017, registrano un range tra i 76 e 78 miliardi di dollari, margine lordo fra il 38% e il 38,5% con previsioni di spese operative fra i 6,9 miliardi di dollari e i 7 miliardi di dollari.