Apple rovina la festa a Tesla. Anzi, Reuters rovina la festa alla società di Elon Musk, che lunedì ha finalmente esordito sull'S&P 500 ma lo ha fatto con un crollo del 6,49% a fine seduta (Tesla si può comunque consolare visto che negli ultimi dodici mesi l'apprezzamento del titolo al Nasdaq è stato superiore al 700%). Anche se è tutt'altro che insolito che un titolo perda terreno in occasione dell'introduzione in un indice, a deprimere i corsi di Tesla ha contribuito un'esclusiva di Reuters secondo cui Apple starebbe accelerando sullo sviluppo di vetture a guida autonoma e punterebbe addirittura al 2024 per l'avvio della produzione di un veicolo passeggeri che dovrebbe includere una tecnologia proprietaria per le batterie considerata rivoluzionaria.

Dal 2014 Cupertino lavora all'iCar. Non senza intoppi

Intendiamoci, non è una novità: sono anni che si parla di una iCar (improbabile che possa essere questo il nome di un'automobile made in Cupertino, più probabile Apple Car o Apple Auto ma questo è un aspetto secondario). Il Project Titan per l'esordio di Apple nell'automotive risale al 2014 e lo sviluppo da parte del produttore di iPhone e Mac è proseguito negli anni non senza intoppi. Secondo Reuters, a un certo punto Apple ha tirato i remi in barca, preferendo concentrarsi sui software (ma anche sullo sviluppo dei chip M1), rivalutando i suoi obiettivi. Doug Field, veterano di Apple che ha lavorato anche Tesla, è però tornato a supervisionare il progetto nel 2018 e lo scorso anno ha licenziato 190 persone dal team del Project Titan.

A Tesla ci sono voluti 17 anni per diventare profittevole

Da allora lo sviluppo ha subìto una tale accelerazione da spingere Apple verso l'ottimistico obiettivo di costruire un veicolo pensato per i consumatori e di poterlo fare nel giro di pochi anni. Obiettivo che non mette neppure il colosso californiano in diretta concorrenza con la rivale Alphabet (Google), che invece lavora con Waymo a un taxi robotizzato per servizi di ride-hailing, come quelli di Uber Technologies, ma senza conducente. La sfida, ovviamente, non è facile e presenta diversi problemi anche per un'azienda che ha fatto le sue fortune su una gestione della supply chain senza pari. Certo, la produzione di milioni di prodotti con parti che provengono da ogni parte del mondo è sicuramente una scuola importante ma, ricorda Reuters, ci sono voluti 17 anni a Musk per rendere profittevole la sua Tesla. "Se c'è una società al mondo che ha le risorse per farlo, probabilmente è Apple. Comunque non stiamo parlando di uno smartphone", ha commentato un ex membro del Project Titan.

(Raffaele Rovati)