Le inchieste delle Procure di Taranto e Milano sull'ex Ilva, con focus sulla gestione da parte di ArcelorMittal, hanno sostanzialmente modificato lo scenario su quello che potrà essere il futuro dell'acciaieria.

ArcelorMittal, ex Ilva: per Taranto una soluzione in tre punti?

Proprio in scia all'offensiva giudiziaria, infatti, il gruppo franco-indiano ha per ora sospeso lo spegnimento programmato del primo altoforno all'ex Ilva di Taranto, ma questo non significa che è cambiata l'idea di lasciare l'Italia a meno che, tra la società ed il Governo italiano, non si trovi un'intesa che porti alla salvaguardia della produzione e dei livelli occupazionali. Sul tavolo, in accordo con quanto è stato riportato da IlMessaggero.it, ci sarebbe infatti una soluzione per Taranto in tre punti.

Dallo scudo penale al possibile ingresso della Cassa depositi e prestiti, i nodi da sciogliere

Nel dettaglio, il primo punto prevederebbe l'introduzione dello scudo penale come misura preliminare al raggiungimento di un'intesa che, tra il Governo ed ArcelorMittal, passerebbe pure attraverso il dissequestro dell'altoforno numero 2, che permetterebbe alla società di innalzare i livelli di produzione, e con l'ingresso della  Cassa depositi e prestiti a completamento della revisione del piano industriale.