Tornano i timori di default in Argentina. Le preoccupazioni sono state innescate dalla vittoria del peronista Alberto Fernandez, e dalla sconfitta di del presidente uscente Mauricio Macri. Ma andiamo a vedere i numeri.

Ieri lo S&P Merval Index ha perso, nel corso della giornata di Borsa, il 48%, arrivando a toccare il secondo maggiore calo a livello mondiale negli ultimi 70 anni. La giornata di Borsa si è poi chiusa con un -37,93%. Secondo quanto ricostruisce oggi Il Sole 24 Ore i mercati hanno accolto male la resurrezione del peronismo. I listini hanno mostrato evidenti segnali di preoccupazione: il peso, la moneta argentina, è scesa fino a un minimo di 65 pesos contro dollaro, un record, con una flessione drastica rispetto a quota 40 delle scorse settimane, per poi stabilizzarsi intorno a quota 55.

Ricordiamo che lo scorso ottobre, il Fondo monetario internazionale aveva concesso un prestito al Governo argentino. In questo modo si voleva tentare di tenere a freno l’inflazione e la fuga di capitali all’estero che avevano portato i tassi di interesse fino al 73 per cento. Il fondo monetario internazionale aveva ottenuto in cambio nuovi impegni da parte del governo del liberale Mauricio Macri: tra questi impegni c'erano le riforme economiche in senso liberale e i tagli alla spesa. La Banca Centrale,  nel tentativo di fermare la fuga di capitali, ha alzato ulteriormente il tasso di riferimento, portandolo alla cifra record del 74 per cento.

Ricordiamo che Fernandez ha ottenuto il 48,86% dei consensi contro 33,27% per Macri in 'ticket' con Miguel Angel Pichetto, candidato alla vice presidenza. Macri, in carica dal 2015, ha invece riconosciuto di "aver avuto una cattiva elezione", chiedendo alla coalizione 'Insieme per il cambiamento' da lui guidata a "raddoppiare gli sforzi" per vincere la sfida elettorale di ottobre. Alle urne si è recato il 75% dei 33,8 milioni di aventi diritto che con il loro voto hanno preso parte ad un sondaggio nazionale sulle preferenze in vista delle presidenziali autunnali, scegliendo anche le liste che potranno partecipare, cioè solo quelle che hanno ottenuto almeno 1,5% dei consensi.