Arrivano i realizzi: calma e flessibilità

La settimana di Piazza Affari è stata piuttosto pesante, tuttavia non si può ancora dire che sia iniziato un vero ribasso. In questa fase, la calma e la flessibilità sono le armi migliori. Di M.Intropido

Carissimi Lettori, alla fine le borse hanno deciso di dar retta ai molti che da mesi dicono che deve arrivare uno storno. Ed infatti, lo storno è arrivato, soprattutto a Piazza Affari. La cosa singolare è che le prese di beneficio si sono fatte vedere proprio quando molti cominciavano a convertirsi al partito dei rialzisti, a ulteriore dimostrazione di come fare previsioni in borsa, specie di questi tempi, sia uno sforzo superiore ai risultati che si possono ottenere. Quando le cose iniziano a diventare incerte, le miglior strategia è sempre la flessibilità, accompagnata dalla calma e dalla risolutezza. Chi in questi giorni ha chiuso le proprie posizioni rialziste non ha certamente commesso un errore. A mio giudizio l'impostazione del mercato italiano diventerebbe veramente ribassista solo in caso di discesa del FTSE MIB al di sotto di quota 18.750. Tuttavia, le perdite dell'indice e, soprattutto, dei singoli titoli non sono state trascurabili. Pertanto, chi ha scelto la sicurezza non può certo essere biasimato, anzi! Non è però nemmeno facile aprire posizioni ribassiste di un certo spessore, poiché l'impostazione dei mercati americani rimane ancora molto promettente, soprattutto quella del Nasdaq, il cui grafico, ci dice che la crisi degli ultimi giorni è solo un piccolo disturbo, in una tendenza rialzista ancora ben evidente. Nemmeno le scadenze tecniche di venerdì, hanno portato grandi turbamenti, dunque il quadro tecnico complessivo da positivo, si è semplicemente trasformato in incerto. Ed è proprio per questo che invito alla flessibilità, poiché in caso di pronto ritorno della forza non si dovrà aver paura di riaprire qualche posizione, per poi incrementarla man mano che si dovesse avere un'ulteriore crescita. Nello stesso modo, non si dovrà essere colti dal panico in caso di aggravamento della discesa, semplicemente si chiuderanno le posizioni e, chi potrà, tenterà qualche short. Il dato di giovedì, ovvero la crescita inaspettata dell'indice Fed di Philadelphia, ha una valenza che va al di là del singolo rimbalzino che ha provocato nelle ultime due sedute della settimana, poiché conferma che le aspettative sull'andamento del settore manifatturiero americano, tornano su livelli che si sono visti una sola volta nel settembre dello scorso anno, dopo la caduta di fine 2007. Forse si tratterà di un dato anomalo, ma è certo che la fiducia di consumatori ed addetti ai lavori, da qualche mese a questa parte, si sta riprendendo. Tra circa una ventina di giorni inizieranno ad arrivare le prime trimestrali americane, che potrebbero anche battere le aspettative. Pur rimanendo grave la recessione, non sono da escludere notizie positive che faranno da contraltare al quadro non certo roseo della congiuntura mondiale. Quindi, non è così scontato che debba arrivare una nuova ondata di ribassi pesanti, per questo ribadisco che sarà molto importante tener d'occhio costantemente l'andamento dei propri investimenti e saper apportare prontamente le correzioni necessarie, perché la probabilità di colpi di scena è molto alta. Per ulteriori approfondimenti vi invito alla lettura della newsletter gratuita di Ricerca Finanza (RF NEWSn) che redigo settimanalmente, ogni lunedì, e che potete ricevere iscrivendovi nel sito www.rfnews.info. Nel numero che sta per uscire, tra i vari argomenti, farò il punto sull'aumento di capitale di Pirelli Re e sulle obbligazioni Eni.