Mentre i mercati restano appesi ai litigiosi negoziati per un piano di stimolo all'economia Usa, Wall Street nei prossimi giorni sposterà il focus sulla Corporate America, chiamata all'appuntamento clou con la tornata di trimestrali. Anche se qualche società ha già presentato i risultati per il terzo trimestre (o al periodo equivalente visto che non tutte le aziende seguono il calendario solare nei loro esercizi), questa settimana vedrà l'avvio ufficiale della pubblicazione delle trimestrali. Secondo il consensus di Refinitiv, in media le società che compongono l'S&P 500 sono attese a un declino del 21% annuo per i profitti, comunque in deciso miglioramento rispetto al crollo del 30,6% registrato nel secondo, in quello che verosimilmente è stato il punto più basso della crisi del Covid-19.

Media distorta dai colossi Apple, Microsoft, Google e Amazon

La media, ovviamente, fornisce solo una visione parziale. "C'è l'economia e poi c'è il mercato azionario. E quindi l'S&P 500", ha ricordato a MarketWatch Sebastian Leburn, di Boston Private. L'indice benchmark, spiega Leburn, è ponderato sulla capitalizzazione di mercato e quindi la sua performance è distorta da una manciata di titoli tecnologici. Colossi come Apple, Amazon.com, Microsoft e Alphabet (Google Alphabet), che da sole pesano per circa un quinto dell'intero S&P 500 e che, per altro, hanno beneficiato del lockdown dovuto al coronavirus. Non a caso l'S&P 500 ha guadagnato il 7,6% quest'anno, contro il declino dell'1,2% dell'S&P 500 Equal Weight (in cui i pesi sono fissi e non legati alla capitalizzazione). E una simile divergenza si vedrà anche nei risultati. 

Energy crollato del 122,7% annuo. Solo 0,6% l'Healthcare

Tutti gli undici sottoindici che compongono l'S&P 500 sono attesi in declino, secondo il consensus di FactSet con il peggiore, l'Energy, crollato del 122,7% annuo in termine di utile, seguito da Industrials (in contrazione del 60,4%) e Consumer Discretionary (peggiorato del 36,9%). Dal lato opposto della classifica i settori migliori è previsto che siano Healthcare, arretrato di appena lo 0,6% annuo (ovviamente sulla spinta di vaccini e farmaci per combattere il coronavirus), e Information Technology, in calo del 2,7% rispetto al terzo trimestre 2019 (grazie a telelavoro, videoconferenze e vite sempre più digitali per i consumatori bloccati in casa). 

Martedì toccherà a Jp Morgan, mercoledì a Goldman Sachs

Rispetto al secondo trimestre i miglioramenti più decisi dovrebbero essere d'altra parte proprio di Consumer Discretionary, che dovrebbe passare a un crollo del 36,9% dal 52,0% dei tre mesi allo scorso 30 giugno, e Financials (da 30,8% a 18,8% il declino). E saranno proprio i titoli finanziari tra i primi a cimentarsi con le trimestrali. Dopo la celebrazione del Columbus Day lunedì, martedì 13 ottobre toccherà a Jp Morgan Chase & Co, Citigroup e BlackRock (ma anche a Johnson & Johnson). Mercoledì 14 a Bank of America, Goldman Sachs, Wells Fargo e U.S. Bancorp. Giovedì 15 all'altro big di Wall Street Morgan Stanley.

(Raffaele Rovati)