L'assegno unico è la nuova disposizione del governo Conte a favore delle famiglie italiane. Previsto dal Family Act, ha da subito creato curiosità ed interesse per la sua natura universale. Ovvero sarebbe da erogare a tutte le famiglie con figli conviventi under 21. Iniziano però a crescere gli interrogativi sui suoi effettivi vantaggi.

Vista la quasi certa eliminazione di detrazioni fiscali e bonus, siamo così sicuri che per le famiglie sarà un vantaggio? Ancora: con quali modalità sarà erogato e da quando le famiglie potranno ricevere questo sussidio? E' davvero per tutti? Quali sono i requisiti per beneficiare dell'assegno?

Se ne parla già da mesi, l'assegno unico andrà a ripristinare ordine nella selva caotica dei vari bonus alle famiglie. Tra ANF, bonus mamma, bonus asilo nido e altri incentivi che rischiano di far perdere la strada ai poveri genitori sommersi da domande e moduli Inps. Gli importi saranno dai 50€ ai 250€ per ogni figlio convivente sotto i 21 anni e partirebbero dal settimo mesi di gravidanza fino al raggiungimento dei 21 anni. In caso di disabilità il limite di età sparisce e il sussidio è a vita, maggiorato di una quota percentuale variabile non ancora ben definita.

Ma vediamo quali sono le ultime novità, cosa andrà a sostituire il nuovo assegno e se è davvero più vantaggioso degli attuali bonus.

Assegno unico universale: a chi spetta

L'assegno unico è stato approvato all'unanimità dalla Camera e come dichiarato dalla ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, è un importante traguardo per le famiglie italiane e per il paese intero. Ma siamo così sicuri che sia migliorativo per le famiglie che oggi tra un bonus per l'asilo e uno per la cultura cercano di barcamenarsi a fine mese? Scopriamo allora a chi andrà l'assegno unico e quali benefici cancellerà.

Anche se viene declamato come incentivo per tutte le famiglie, senza esclusioni, si è visto che in realtà ne rimarranno fuori circa un 10% dei nuclei familiari del paese. Il sussidio riguarderà circa 11milioni di nuclei familiari. Secondo l'Istat ci sarà un aumento medio di 97€ mensili per l'80% delle famiglie.

L'assegno unico spetterà a tutti i lavoratori, sia autonomi che dipendenti ma anche a disoccupati e incapienti. Partirà dal settimo mesi di gravidanza fino al raggiungimento dei 21 anni dei figli. Sarà riconosciuto a tutti i cittadini italiani ed europei, ma anche ai cittadini extra-comunitari con regolare permesso di soggiorno e residenti in Italia da più di 2 anni.

Quali bonus cancellerà l'assegno unico

Con l'entrata in vigore dell'assegno unico per i figli, verranno probabilmente cancellati alcuni degli attuali bonus erogati dall'Inps su volere del governo.

Allo stato attuale non si è ancora definito chiaramente quanto e cosa si perderà con il nuovo assegno, ma sicuramente non si manterranno attivi molti sussidi emanati in fretta e furia durante la fase di lockdown del paese, quando le famiglie, in molti casi, si sono ritrovate con figli a carico senza poter più contare su entrate mensili sicure.

Verrà probabilmente cancellato il bonus bebè che è attualmente erogato alle famiglie con ISEE inferiore ai 25mila euro per i figli appena nati, adottati o in affido. Erogato mensilmente spetta alle famiglie per tutto il primo anno di età.

Altro possibile escluso sono gli assegni familiari. Anche in questo caso verrebbero sospesi gli incentivi che mensilmente vengono percepiti per i figli a carico che variano in base al reddito dell'anno precedente e al numero dei componenti il nucleo familiare.

Quasi certa l'eliminazione del bonus mamma domani, che prevede un corrispettivo di 800€ per le mamme in attesa.

Il punto dolente, è la più che probabile eliminazione delle detrazioni fiscali per figli. In questo caso a conti fatti, l'introduzione dell'assegno unico potrebbe portare ad alcune famiglie una diminuzione di reddito anziché un beneficio.

Per ora questi sono i bonus più a rischio che quasi certamente verranno eliminati, ma si parla di eliminare anche altri bonus come il bonus cultura o il bonus mamma dei comuni. Saranno sicuramente vagliate nuove strategie prima dell'effettiva entrata in vigore del nuovo assegno unico.

Gli importi dell'assegno unico

Secondo le prime stime, l'assegno unico sarà composto da due parti: una prima parte universale che è di 50-100€ per ogni figlio a carico. La seconda parte invece sarà variabile, sulla base dell'ISEE relativo al nucleo familiare. L'importo spettante sarà azzerato solo per famiglie con un ISEE di 50-60mila euro, che secondo l'Istat sono circa il 10/15% delle famiglie italiane.

Sono previste inoltre delle maggiorazioni dal terzo figlio in poi e per figli con disabilità. Di sicuro in caso di figli disabili l'assegno unico non decadrà al 21 anno, ma sarà corrisposto a vita. Si ritiene probabile anche una maggiorazione in caso di nuclei familiari mono-genitoriali, ma questo aspetto rimane ancora da confermare.

Si è stimato che famiglie con una fascia di reddito medio-bassa arrivino a percepire tra i 200€/250€ al mese per ogni figlio. A scendere in misura inversamente proporzionale all'aumentare dell'ISEE.

Il dilemma è la base di calcolo con cui si sta operando, in quanto finora si prende a riferimento il reddito mentre con l'Introduzione dell'ISEE potrebbero cambiare i riferimenti e le soglie entro cui rientrerebbero le famiglie.

Assegno unico figli 2021: quando parte

Sulla partenza dell'assegno unico, si sono rincorse molte voci. Alimentate anche dalle parole del premier Conte che auspicava una sua entrata in vigore già da Gennaio 2021.

Poco credibile come data di avvio, viste le innumerevoli questioni da chiarire in merito. Sembra sia oggi definitiva la data del 1° luglio 2021.

Ci sono poi da rispettare le tempistiche di approvazione. In particolare si dovrà attendere il 31 dicembre per l'approvazione della manovra 2021. In seguito ci saranno poi le parti operative in cui si dovranno passare al vaglio gli importi da inserire nel decreto attuativo e sottoporre le misure all'approvazione delle Camere.

Rimane pertanto da sperare che per luglio sia effettivamente possibile procedere all'inserimento del nuovo assegno unico alle famiglie.

Assegno unico e reddito di cittadinanza

L'assegno unico sarà riconosciuto anche percettori del reddito di cittadinanza. Almeno quello che emerge per ora dal disegno di legge. Nel determinare l'importo del reddito di cittadinanza si terrà conto anche dell'importo dell'assegno unico, riconosciuto ai componenti under 21 presenti nel nucleo familiare.

Come stabilito dal DL 4/2019, i cittadini possono richiedere il RDC a partire dal 6 marzo 2019. Requisiti fondamentali sono ISEE del nucleo familiare inferiore ai 9.360€ ; patrimonio immobiliare inferiore a 30mila euro; un reddito familiare inferiore ai 6mila euro l'anno. Inoltre nessun componente il nucleo familiare deve possedere veicoli immatricolati nei 6 mesi precedenti la richiesta; in nessun caso si possono possedere veicoli di cilindrata superiore ai 1.600 cc, navi o imbarcazioni da diporto.

Oltre ai requisiti economici devono sussister anche dei requisiti di cittadinanza, infatti i beneficiari devono essere cittadini italiani o europei, extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno e residenti in Italia da almeno 10 anni.

Assegno unico e ISEE

Sembra ormai che per ogni qualsiasi richiesta di sovvenzioni e/o sussidi sia necessario l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, ovvero l'ISEE. Vediamo allora di cosa si tratta e come va compilato.

Utile a misurare il livello economico del nucleo familiare, viene richiesto per accedere all'erogazione anche dell'assegno unico. L’ISEE viene calcolato sulla base dei dati indicati nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e resta valido fino al 31 dicembre dello stesso anno in cui è stata presentata la DSU.

L'ISEE è pertanto una certificazione che si ottiene presentando la DSU, la quale deve contenere la composizione del nucleo familiare; i riferimenti sulla casa di abitazione; i dati anagrafici di tutti i membri del nucleo familiare; i dati relativi al patrimonio immobiliare; i redditi di qualsiasi natura; eventuali assegni percepiti; tutti i veicoli in possesso del nucleo familiare.

Per fare l’ISEE ci si può rivolgere ai CAF e patronati, oppure seguire la procedura presente nel portale dell'Inps al quale però si accede soltanto con lo Spid, il nuovo identificativo obbligatorio per accedere al portale dal 1° ottobre.

Ci sono diversi modelli ISEE, a seconda dello scopo per cui si richiede. ISEE Università, per accedere alle prestazioni per il diritto al Studio e al calcolo della retta universitaria da pagare annualmente. Quello Sociosanitario, per le prestazioni sociosanitarie come ad esempio l'assistenza domiciliare per le persone anziane. Infine Minorenni, per le prestazioni agevolate rivolte ai minorenni che siano figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi.

Assegno unico: prospettive future

Sembra imprescindibile il legame tra assegno unico e riforma IRPEF. Secondo il ministro Gualtieri, il governo è al lavoro per applicare nel triennio un'importante modifica del peso fiscale che grave sulle famiglie e misure come l'assegno unico saranno a favore di questa prospettiva.

Nei piani del ministro ci sono miglioramenti per equità, efficienza e trasparenza del sistema tributario italiano. Ma anche interventi per incentivare l'occupazione e gli investimenti. Spazio a ricerca e sviluppo per le imprese. Tutte misure che nel lungo periodo paleseranno i loro benefici ma che richiederanno tempo ed impegno per l'attuazione.

In un'ottica più ampia pertanto l'assegno unico, andandosi a sostituire a molti attuali bonus elargiti dalla Stato, avrà anche la funzione di risparmiare diversi miliardi da girare su altri fronti fiscali e non.