Potrebbe prendere il via dal 1° gennaio 2021 l’assegno unico per i figli a carico, una sorta di sostegno economico per le famiglie che hanno all’interno del loro nucleo familiare dei figli fino a 21 anni che risultino, però, ancora a carico dei genitori. Il bonus, comunque, andrebbe anche a beneficio delle future mamme che si trovino – nel momento di effettuazione della domanda – al settimo mese di gravidanza. È richiedibile sia da cittadini italiani sia da cittadini Ue o extra Ue che rispettino le condizioni e i requisiti fissati dalla legge.

Nonostante all’appello manchino ancora 7 miliardi di euro per concretizzare il beneficio, si stima che la platea di beneficiari dell’assegno familiare potrebbe comprendere almeno 11 milioni di famiglie. 

Il passaggio all’assegno unico per i figli a carico 2021, però, potrebbe portare a scomparire almeno 8 bonus per le famiglie che attualmente sono in vigore. Il Reddito di Cittadinanza, invece, è l’unica misura cumulabile con l’assegno unico universale. Per questo motivo è opportuno soppesare egregiamente gli importi di tali assegni per fare in modo che nessuna famiglia e nessun nucleo in difficoltà economica possa esserne penalizzato.

Come funziona l’assegno unico per i figli a carico 2021 e quali sono i requisiti per richiederlo? Quali sono gli importi spettanti per ciascun figlio? Quali sono, invece, i bonus che potrebbero scomparire con l’avvento degli assegni familiari? Tutte le risposte a queste e altre domande nella guida all’assegno unico universale 2021.

Assegno unico figli a carico 2021: cos’è

Grazie al provvedimento cosiddetto Family Act – approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 giugno 2020 –, dal 1° gennaio 2021 dovrebbe entrare in vigore l’assegno unico e universale per i figli a carico (fino a 21 anni). La Camera ha previsto che il bonus possa andare anche a sostegno di tutte le future mamme che – all’atto di presentazione della richiesta per il beneficio – si trovino al settimo mese di gravidanza. Alcune maggiorazioni, invece, potrebbero riguardare i figli con disabilità fisiche o mentali e per il terzo figlio.

L’assegno unico per i figli a carico 2021 è una misura firmata dai dem Delrio e Lepri e approdata alla Camera nel corso del 2020. Dopo l’approvazione di Palazzo Montecitorio (con 452 sì, 0 no e 1 astenuto), attende l’esito del Senato prima di venire probabilmente inserita nella Legge di Bilancio 2021. In questo modo, già dal 1° gennaio 2021 potrebbe divenire una misura in vigore a sostituzione, però, di altri 8 bonus a sostegno delle famiglie. Mancano ancora all’appello 7 miliardi di euro.

Con questa nuova misura l’esecutivo intende accorpare i precedenti bonus tra loro staccati in un’unica misura che possa fornire sostegno ai nuclei familiari che abbiano uno o più figli fino a 21 anni ancora a carico. Per questo motivo è prevista l’erogazione di un assegno di importo variabile al variare del reddito complessivo della famiglia stessa. Ciò che occorre evitare, però, è la penalizzazione di quelle famiglie che invece potrebbero rischiare di rimanere escluse.

Assegno unico universale 2021: come funziona

Il bonus o assegno unico universale per i figli a carico 2021 andrebbe a beneficio di tutte le famiglie che abbiano all’interno del loro nucleo familiare almeno un figlio (di età massima pari a 21 anni) a carico. Inoltre, il bonus spetterebbe anche alle future mamme che si trovino al settimo mese di gravidanza (in sostituzione quindi al bonus mamma domani). 

L’assegno unico universale si compone di una quota di base destinata a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalle loro condizioni economiche, alla quale andrebbe a sommarsi una quota variabile calcolata sulla base degli indicatori ISEE sul reddito complessivo annuale del nucleo stesso. L’assegno minimo, quindi, ammonta a 80 euro, mentre il massimo che una famiglia potrebbe beneficiare con questa misura è 240 euro. Un altro indicatore importante per definire l’ammontare del beneficio è anche l’età del figlio per il quale si richiede il beneficio. Maggiorazioni sono previste per il terzo figlio a carico o per i figli con disabilità o patologie accertate.

Eventuali rimodulazioni potrebbero riguardare, invece, gli importi dell’assegno per i figli a carico di età compresa tra i 18 e i 21 anni. Per questi ultimi si pensa anche a una corresponsione diretta al ragazzo per favorirne l’autonomia economica. Mancano all’appello, però, ancora 7 miliardi di euro per poter concretizzare una misura che molti sperano possa entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2021. I potenziali beneficiari sono almeno 11 milioni di nuclei familiari.

Quali bonus spariranno con l’assegno unico universale?

Come detto, l’introduzione dell’assegno unico universale per i figli a carico 2021 potrebbe andare a cancellare 8 dei bonus che sono attualmente in vigore per le famiglie. L’obiettivo del governo, infatti, è accorpare in un’unica misura una serie di benefici che attualmente si possono richiedere per i figli. Di quali bonus si tratta?

Nell’attesa di recuperare il denaro mancante per dare il via alla nuova misura, si possono già prevedere i bonus che andrebbero in decadenza con l’avvento dell’assegno unico universale:

  • Assegni per il nucleo familiare,
  • Assegni familiari,
  • Bonus bebè,
  • Bonus mamma domani (beneficio da 800 euro),
  • Fondo di sostegno per la natalità,
  • Premio alla nascita,
  • Assegno per il terzo figlio,
  • Prestiti agevolati garantiti per le famiglie con figli,
  • Detrazioni per figli a carico,
  • Detrazioni per famiglie numerose.

L’assegno avrà una maggiorazione per i figli a carico successivi al secondo (in decadenza) e non avrà limiti di età per i figli portatori di disabilità o patologie accertate (la maggiorazione in questo caso va da un minimo del 30% fino a un massimo del 50%).

L’unico bonus che quindi non andrebbe in decadenza con l’avvento di questa nuova misura è il rimborso delle spese effettuate per l’iscrizione all’asilo nido. Cumulabile con l’assegno unico universale, è anche il Reddito di Cittadinanza.

Assegno unico figli a carico 2021: le condizioni

Approvato – al momento – all’unanimità alla Camera lo scorso luglio (452 sì e 0 no, con 1 astenuto), il testo del decreto attende l’esito di Palazzo Madama. L’assegno unico universale, dunque, non ha ancora una definizione univoca e precisa dei requisiti, degli importi e dei documenti necessari per poter inoltrare la richiesta; ma si possono delineare alcune condizioni di base per poter fruire del beneficio.

Innanzitutto, l’assegno unico per i figli a carico 2021 spetta a tutte quelle famiglie (o future famiglie) che abbiano al loro interno uno o più figli a carico di età fino a 21 anni oppure a quelle mamme che si trovano al settimo mese di gravidanza. L’assegno è altresì riservato – con un importo maggiorato – a quelle famiglie che ospitano nel loro nucleo un figlio con disabilità fisica o mentale e a quelle famiglie con più di tre figli a carico.

Per determinare l’ammontare complessivo dell’importo spettante alla famiglia occorre tenere presenti gli indicatori della situazione economica equivalente (ISEE), ai quali va sommata la quota di base riservata a tutti i beneficiari. L’assegno minimo ammonta a 80 euro, mentre il massimo è di 240 euro al mese. Il credito potrà essere erogato in diverse modalità e l’erogazione avverrà su base mensile sottoforma di credito di imposta o accredito in busta paga per i lavoratori dipendenti.

Occorre anche precisare che il bonus per i figli fino a 21 anni a carico della famiglia spetta dalla nascita del bambino fino ai 21 anni di età, anche se potrebbero essere introdotte rimodulazioni per i ragazzi dai 18 ai 21 anni. Inoltre, è possibile cumulare il bonus con altre misure quali il Reddito di Cittadinanza. La misura, infine, non concorre alla determinazione del reddito complessivo del nucleo familiare, né ai fini del riconoscimento delle prestazioni sociali per il sostegno del reddito.

A chi spetta

Oltre a definire quelle che sono le condizioni di base per poter beneficiare dell’assegno unico universale per i figli a carico – che dovrebbe essere introdotto dal 1° gennaio 2021 –, occorre anche delineare i requisiti per poter richiedere il beneficio.

L’assegno unico per i figli a carico 2021 lo possono richiedere anche i cittadini stranieri Ue ed extra Ue che abbiano all’interno del loro nucleo familiare figli fino a 21 anni a carico, purché vengano rispettati anche questi quattro pilastri fondamentali:

  1. Possedere un permesso di soggiorno (di lungo periodo o per motivi di lavoro della durata di almeno un anno),
  2. Essere in regola con i pagamenti dell’Irpef in Italia,
  3. Vivere con all’interno del nucleo familiare il figlio (o i figli) a carico per il quale si richiede il beneficio,
  4. Essere in Italia – in qualità di residente – da almeno due anni e possedere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o almeno biennale.

Qualora tali requisiti non vengano soddisfatti non sarà possibile ottenere il credito. Ogni dichiarazione non veritiera potrebbe essere punita legalmente e penalmente.

Assegno unico universale 2021 più alto e per sempre

L’importo complessivo dell’assegno varia al variare del reddito complessivo del nucleo familiare, ma anche al variare dell’età del figlio a carico. Esistono – o potrebbero essere introdotte – delle maggiorazioni per i figli con disabilità accertate (a livello fisico o psicologico e mentale) e per i nuclei familiari con più di tre figli a carico.

Nel dettaglio, per i nuclei familiari al cui interno siano presenti figli con disabilità o patologie accertate, l’importo dell’assegno potrebbe avere una maggiorazione compresa tra il 30% e il 50% (rispetto al normale importo dell’assegno) e non vi saranno limiti di età. La misura, quindi, verrà estesa per tutto l’arco temporale della loro vita. La maggiorazione per il terzo figlio, invece, potrebbe andare a decadere.

Qualunque assegno spettante ai beneficiari, comunque, verrà calcolato in modo che sia integrativo al reddito complessivo della famiglia o comunque non inferiore al trattamento complessivo in godimento al nucleo prima del beneficio dell’assegno unico universale.