Uno fra i temi più forti di questa fine estate: l’assegno unico universale. La misura a beneficio delle famiglie con figli a carico che sembra mettere d’accordo tutti, maggioranza e opposizione, il cui disegno di legge è stato licenziato da Montecitorio il 21 luglio 2020 con 452 voti favorevoli su 453 deputati presenti. Ora il provvedimento è assegnato al Senato per l’approvazione, dove però mostra qualche lato oscuro in materia di coperture.

La portata della misura va considerata una parte della riforma fiscale. Come riporta il Sole24Ore, i fondi delle detrazioni Irpef per i figli a carico attualmente utilizzati andrebbero infatti a rappresentare un terzo delle risorse necessarie. Dei quasi 26 miliardi di Euro che dovranno finanziare l’assegno unico, circa 15 deriverebbero dal confluire di risorse provenienti da altre agevolazioni attualmente in essere. Mancherebbero però 10 miliardi che potrebbero arrivare dal Recovery Fund o rientrare nel conteggio autunnale della legge di Bilancio 2021.

Le risorse destinate all’assegno unico per figli a carico

L’assegno unico universale verrà finanziato in parte con l’eliminazione di misure attualmente attive o con il loro progressivo superamento. Il totale di questa operazione andrebbe a raccogliere circa 15 miliardi dei 25,9 necessari per finanziare la misura. Le attuali detrazioni Irpef per figli a carico rappresenterebbero circa 8,2 miliardi di Euro che andrebbero a finanziare il nuovo assegno unico. Altri 15 miliardi deriverebbero dai bonus bebè e premio nascita, misure che con l’introduzione della nuova agevolazione sarebbero superate. Infine 2 miliardi sarebbero il risultato dell’alleggerimento del cuneo fiscale alle imprese che attualmente finanziano parte degli oneri degli assegni ai nuclei familiari.

Mancano al conteggio 10 miliardi di Euro che in questo clima unanime, rappresentano un po’ il lato ancora oscuro dell’assegno unico universale. Per avere un termine di paragone della portata della cifra, consideriamo i 9,8 miliardi di Euro del 2018 stanziati per finanziare il bonus Renzi, oppure gli stessi 10 miliardi, poi portati a 7, che inizialmente furono destinati al Reddito di Cittadinanza. I 26 miliardi di Euro complessivi porterebbero l’assegno unico universale a essere una delle misure portanti della manovra 2021.

Da dove potrebbero arrivare i 10 miliardi mancanti? Il Recovery Found sembra essere la voce che meglio si adatta a questa esigenza. Il ministro per la famiglia, Elena Bonetti, spiega come sia importante 

riuscire a far partire l’assegno unico e universale da gennaio 2021. Il Recovery Fund libera risorse e molte potranno convergere sull’assegno. Il calcolo delle necessità andrà fatto nel quadro di una riforma fiscale. Inoltre, nuove entrate potranno essere assicurate da una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, un pilastro del Family Act approvato dal Governo l’11 giugno scorso.

Quando sarà operativo l’assegno unico per figli a carico

Il Disegno di legge è stato approvato il 21 luglio alla Camera. Ora, il mese di settembre sarà determinante in quanto spetterà al Senato, e nello specifico alla commissione Lavoro a cui è stato assegnato, dare il via libera all’assegno unico universale.

L’approvazione per il via all’assegno unico per figli a carico è previsto entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge delega. Il Governo, tuttavia, pare si stia impegnando concretamente per accelerare il procedimento parlamentare, arrivando a rendere operativo il bonus già a partire da gennaio 2021.

Essendo un disegno di legge delega, dovrà essere seguito dai decreti attuativi curati dai ministeri per la Famiglia, dell’Economia e del Lavoro. Il procedimento parlamentare che condurrà all’operatività dell’assegno unico universale è strettamente connesso al percorso della legge di Bilancio 2021. L'ampiezza della misura di sostegno alle famiglie dipenderà pertanto dai fondi resi disponibili dalla nuova manovra.

Cos’è l’assegno unico universale per i figli a carico

Una delle più importanti novità presenti nel Family Act, approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 giugno 2020, è stato l’assegno unico universale. Una misura a sostegno della famiglia, fortemente voluta dalla ministra della Famiglia, Elena Bonetti, che prevede un aiuto economico per ciascun figlio a carico a partire dal settimo mese di gravidanza fino a 21 anni di età. Dal 18° anno di età, l’assegno potrà essere assegnato direttamente al figlio per favorirne l’autonomia.

Secondo quanto fino a questo momento è stato diffuso, l’entità dell’importo varierà sulla base di fasce di reddito, correlate ai valori Isee e si concretizzerà o in un assegno mensile oppure in un credito di imposta.

L’assegno viene definito unico e universale perché mira a essere uno strumento onnicomprensivo che andrà a sostituire, inglobandole, e a superare gradualmente tutte le misure di agevolazione attualmente operative a favore della famiglia. Scompariranno dunque il bonus bebè, il premio nascita, le detrazioni Irpef per figli a carico e gli assegni al nucleo familiare (a esclusione degli importi destinati al coniuge a carico e per altri familiari diversi dai figli).

I beneficiari dell’assegno unico per le famiglie con figli a carico

L’assegno unico universale potrà essere richiesto da tutti i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con permesso di soggiorno di almeno un anno. Altri requisiti di accesso alla misura di sostegno è il pagamento dell’imposta sul reddito in Italia, la residenza e il domicilio in Italia, e un periodo di residenza, anche non continuativo in Italia, di almeno due anni.

Avranno accesso all’assegno unico lavoratori indipendenti, autonomi, liberi professionisti, incapienti e disoccupati.

L’Isee nel calcolo dell’assegno universale per figli a carico

Analogamente ad altre misure di sostegno alla famiglia, anche l’assegno unico universale sarà erogato modulato sulla base dell’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare, che tiene conto sia del reddito dichiarato che del patrimonio. I decreti attuativi dell’assegno che verranno comunicati nei prossimi mesi, definiranno nei dettagli le soglie di riferimento Isee.

A proposito di questo indicatore, sappiamo già da ora che verrà attribuito un peso minore al reddito del secondo genitore nel calcolo dell’ISEE, al fine di evitare il disincentivo all’occupazione.

L’importo dell’assegno universale per figli a carico

Il Family Act definisce il metodo di calcolo dell’assegno unico utilizzando come punto di riferimento il disegno di legge Lepri-Delrio del 2018, che delegava al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e la dote unica per i servizi. Allo stato attuale, sulla base di questo progetto di legge, un primo importo di riferimento per l’assegno unico prevede 240 Euro per ciascun figlio a carico, rimodulabile dai successivi decreti attuativi. I dettagli attuativi definitivi arriveranno soltanto a seguito dell’approvazione in Senato della misura di sostegno.

La strutturazione dell’importo che verrà erogato utilizzerà comunque i seguenti parametri:

  • un assegno di importo minimo per ciascun figlio a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni
  • nel caso di figlio o figlia successivo al secondo, l’importo erogato sarà maggiorato del 20%
  • gli importi saranno modulati in base alle soglie Isee di riferimento
  • l’importo sarà correlato all’età anagrafica dei figli a carico
  • l’importo sarà maggiorato per ogni figlio o figlia con disabilità, come previsto dall’art. 3 della legge n. 104
  • l’importo godrà di un’eventuale compensazione a integrazione del trattamento in godimento dal nucleo familiare, qualora l’assegno stesso risulti di importo inferiore
  • l’assegno unico verrà ripartito in uguale misura fra i genitori
  • in caso di separazione o scioglimento del matrimonio, l’erogazione del beneficio sarà riconosciuta al genitore affidatario o a entrambi qualora sia previsto un affidamento congiunto.

L’assegno unico universale per figli a carico è compatibile con il Reddito di Cittadinanza

Il disegno di legge prevede che anche i percettori di RdC avranno accesso all’assegno unico per figli a carico, nelle stesse modalità definite. Sarà prevista, tuttavia, una rimodulazione dell’importo del RdC erogato, sulla base dell’entità dell’assegno unico riconosciuto al nucleo familiare.

L’assegno unico universale per figli a carico è una misura che gradualmente sta acquistando forza nei progetti governativi probabilmente attuati a breve. La misura in oggetto si va a inserire in un’ottica di inversione del calo della natività già adottata da molti paesi. Il Kindergeld  tedesco e il Child Benefit in Gran Bretagna, provvedimenti sotto molti aspetti simili all’assegno unico universale italiano, hanno prodotto l’effetto sperato, incrementando il numero dei figli per donna. La sfida del prossimo assegno unico sarà invertire una denatalità già consolidata da anni e ulteriormente aggravata dall’incidenza sull’economia dall’emergenza sanitaria.