Come si prevedeva, Atene non ha saldato il miliardo e settecento milioni di debiti che aveva con in FMI il quale ha subito precisato di aver sospeso tutti gli aiuti alla Grecia fio a quando non sarà pagato l’arretrato. In questo caso la procedura prevede de solleciti a distanza di due settimane l'uno dall'altro e, dopo un mese, la notifica di insolvenza, cosa che invece, Christine Lagarde ha già fatto per Atene. 

Cosa succede ora?

La Grecia perde l'accesso agli aiuti del FMI anche se il piano scadeva nel marzo del 2016 e quindi i 3,6 miliardi rimamenti. Se la morosità dura per altri 18 mesi le verrà tolto prima il diritto di voto e, dopo 24 mesi di mancato pagamento, sarà espulsa.

Continuano i downgrade sulla nazione ellenica: questa volta è Fitch a tagliare, da CCC a CC partendo dal presupposto che sia il mancato rimborso al FMI sia il blocco degli aiuti così come anche lo stop sui negoziati, siano tutti elementi che aumentano e di molto le probabilità che Atene non possa pagare nessuno dei suoi creditori, compresi i privati che hanno in mano i titoli obbligazionari. Intanto anche  S&P taglia il rating delle maggiori 4 banche elleniche a selective default cioè da CCC a 'SD' (selective default) in vista di un default praticamente certo senza piani di aiuto.

La speranza è l'ultima a morire

Le speranze però non sono del tutto eliminate: adesso è Tsipras a chiedere un terzo piano di aiuti dal piano Esm e una ristrutturazione di quello ancora in essere con l’Efsf, idea immediatamente rifiutata dall’Europa dal momento che erano impossibili entrambi anche solo per i tempi tecnici che mancano.