Torna il via libera dell'Europa ai prestiti per la Grecia. O per meglio dire a se stessa, infatti i capitali stanziati all'interno del piano di assistenza per la nazione ellenica andranno per la maggior parte ai creditori di Atene. IN altre parole: l'Europa paga se stessa attraverso un gigantesco giroconto.

Arrivano i soldi.. ma non per i greci

Dopo mesi di trattative, battaglie politiche all'interno del parlamento ellenico, riforme costituzioali che hanno trascinato il paese sul baratro della guerra civile, arriva anche l'ok per lo stanziamento di 7,5 miliardi per risarcire Bce ed Fmi oltre a qualche arretrato verso la publica amministrazione della nazione stessa. La quale, a sua volta, come da tempo accade, si trova ad avere in mano il cerino di una situazione stressante epr tutti, non solo in virtù di quei tagli e di quelle nuove tasse per circa 5,4 miliardi ma anche per le clausole di garaniza che, alla fine, nonostante fossero, per ammissione degli stessi giuristi, anticostituzionali, sono state approvate. Si tratta di tagli che scatteranno in aumtomatico, nel caso in cui i target imposti sugli obiettivi di bilancio dall'Unione non venissero raggiunti. Una necessità che per il primo minstro Alexis Tsipras ha sempre più il sapore della sconfitta nella quale viene trascintato tutto il resto del suo partito, Syriza, indietro nei sondaggi. Per questo otivo in Parlamento si sta cercando di rivedere la legge elettorale in modo da permettere all'attuale governo, in caso di crisi sempre più concreta, di mantenersi in sella.

Un miracolo che non si ripete