Stavolta non ha brillato Piazza Affari, alla fine rimane un segno meno davanti alla performance giornaliera, anche se occorre specificare che si tratta di un calo assolutamente frazionale.

Londra (+0,1%), Parigi (+0,2%) e Francoforte (+0,5%), pur non brillando, hanno concluso con un guadagno.

Il nostro Ftse Mib (-0,04%) in intraday aveva anche superato quota 22.000 punti, ma poi ha dovuto cedere alle vendite.

Le vendite hanno riguardato in particolare le utilities, sul fondo della classifica troviamo infatti Terna (-1,52%), segni meno anche per Snam Rete Gas (-0,99%), Enel (-0,68%), A2A (-0,36%), ed Italgas (-0,27%).

Terzo calo di fila per Nexi (-1,26%) e Diasorin (-0,75%) e frenano l’ascesa Finecobank (-0,89%) ed Ubi Banca (-0,71%).

Rivolgendo il nostro sguardo alla parte superiore della classifica … non smette di stupire Atlantia (+1,40%) che supera i livelli registrati prima del crollo del Ponte Morandi.

Continua a salire Ferrari (+1,16%) in vista del gran Premio di Monza e sale sul terzo gradino del podio Telecom (+0,98%) che in intraday aveva traguardato anche quota mezzo euro.

Ma va segnalato in particolare il secondo miglior fixing di sempre da parte di Exor (+0,91%).

Al momento a Wall Street salgono di qualche decimo di punto percentuale il Dow Jones e lo S&P500, sulla parità il Nasdaq.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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