"Io non vedo il rischio concreto che questo governo sia attaccato, è più una speranza delle opposizioni. E se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo, sappia che non siamo ricattabili. Non è l’estate del 2001 e a Palazzo Chigi non c’è Berlusconi, che rinunciò per le sue aziende". Così questa mattina, in un'intervista al Corriere, il vicepremier Luigi Di Maio ha replicato ai timori di un attacco speculativo contro l'Italia in vista del varo della manovra finanziaria.  

Le parole di Giorgetti

Ad avvertire del rischio di perturbazioni sui mercati nelle prossime settimane erano state ieri le parole di del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che ha esplicitamente richiamato quanto accaduto nel 2011 con governo di centrodestra e la crisi turca della scorsa settimana. 

“L’attacco io me lo aspetto – ha detto il leghista – i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono. Abbiamo visto cos’è accaduto a fine agosto nel ’92 e sette anni fa con Berlusconi. In estate ci sono pochi movimenti nelle Borse, è un periodo propedeutico a iniziative aggressive nei confronti degli Stati, guardi la Turchia”.

Le indiscrezioni de La Stampa

Al di là delle differenze di toni tra le due anime del governo, dietro le quinte l'esecutivo giallo-verde starebbe però, secondo ricostruzioni delle ultime ore, costruendo argini per rintuzzare gli attacchi.

Questa mattina, La Stampa scrive che nelle ultime settimane, "a dispetto di una certa retorica anti-finanza, ma come si conviene al governo di un Paese del G7", il governo, tramite lo stesso Giorgetti e l'economista Paolo Savona, ha aperto un canale di comunicazione con Mario Draghi in vista degli appuntamenti più sensibili dei prossimi giorni e mentre è già la tensione già visibile sullo spread: il differenziale di rendimento tra Btp decennale e Bund ha toccato oggi in avvio, complice la crisi turca che spinge gli acquisti dei titoli tedeschi, un massimo a 274,8 punti base dai 268 di venerdì scorso.