Per le auto diesel si prospetta un’annata difficile, gli automobilisti dovranno fare i conti con l’aumento delle accise, il che comporta in automatico una rimodulazione delle tariffe al distributore. Il futuro green non sarà indolore per i consumatori italiani, che subiranno in prima persona gli effetti del cambiamento della politica in tema ambientale.

Le maglie del Governo sembrano dirigersi su due argomenti in modo particolare, ossia il pagamento della Tari sospeso per le aziende durante il periodo di chiusura forzata a causa della diffusione dell’epidemia da Covid-19 e, l’eliminazione del dislivello delle due accise, che pareggerebbe il prezzo del diesel con la benzina. Le aziende, quindi, dovranno affrontare non solo l’aumento del presso del gasolio, ma dovranno fare i conti, anche con il pagamento della tassa dei rifiuti, sospesa durante il periodo del lockdown. Insomma, in arrivo solo mazzate per tutti? Resta da capire se il prezzo dello scatto sull’accise diesel ricadrà pesantemente sull’intera economia nazionale. 

Basti pensare, infatti, che i mezzi su ruota sono alimentati a gasolio e viaggiano per le strade e autostrade italiane per il trasporto di beni di prima e seconda. Eliminando la disparità di trattamento tra le due accise, ossia diesel e benzina si pregiudica i prezzi dei prodotti finali e, non solo dei possessori di auto diesel.  Parliamo di un aumento che colpisce tutti dal consumatore finale alla filiera della grande distribuzione, fino al produttore. Vediamo insieme perché le due accise dovrebbero livellarsi e, di quanto le auto diesel ne uscirebbero penalizzate. 

Auto diesel: addio alla tariffa privilegiata 

Il Ministero dell’Ambiente il 31 agosto 2020, ha terminato la consultazione pubblica. In tema di transazione green e, in particolare sulla diminuzione dei sussidi ritenuti nocivi per l’ambiente (SAD).

La consultazione è nata per lanciare diverse proposte, tra cui l’abbattimento dei rifiuti dannosi per l’ambiente. Infatti, non a caso tra gli argomenti trattati troviamo l’accisa sul gasolio. Oggi, le auto diesel si confrontano con un prezzo al distributore inferiore rispetto alla benzina. Allineare le due accise produrrà nuovi introiti per le casse del Governo, ma danneggerà i lavoratori, le famiglie e le aziende.

Nel merito della questione Mauro Ciano di Confartigianato Imprese Grosseto, che è intervenuto in più occasioni replicando aspramente sull’aumento del prezzo delle accise. In particolare, focalizzando l’attenzione sulle conseguenze che porterebbe l’allineamento del gap tra diesel e benzina. Sugli effetti negativi che si ripercuoterebbero su tutti indistintamente a partire dal lavoratore fino all’azienda, dal singolo cittadino alle famiglie.

Ci si aspettava (forse) un atteggiamento diverso che valutasse l’impatto sociale ambientale, ma con una maggiore considerazione delle ripercussioni sull’economia del nostro Bel Paese. Del resto siamo ancora in una fase delicata dovuta agli effetti della pandemia da Covid-19. Sicuramente portare avanti la battaglia green è importantissimo per le generazioni future, nonché quelle attuali. Molto probabilmente, le accise diesel aumenteranno dal 2021. Di certo, non è la risposta che i cittadini si attendono, visto il perdurare dello stato di emergenza sanitaria. 

Presumibilmente, la nuova Legge di Bilancio conterrà la norma che elimina gli squilibri tra le accise. Il che comporterà all’aumento delle tariffe al distributore. Le auto diesel dovranno pagare di più per muoversi. Basti considerare che per ogni litro di benzina il valore delle imposte è approssimativamente di 72,84 centesimi. Nel caso in cui, passi la norma e viene elimina la differenza tra le accise nelle casse dello Stato rientrerebbe un gettito di circa 17 miliardi di euro. Cosa non da poco se si immagina che gli importi che confluiscono nell’erario partono da oggi fino alla data del 2030.  

Sulle auto diesel pesa un’accisa del valore di 61,64 centesimi, contro una differenza di 43 centesimi a litro. Senza considerare che l’applicazione dell’aumento porterebbe l’importo del diesel a essere maggiore rispetto anche alla benzina, contro gli attuali 72,6 centesimi. 

Un aumento di costi che potrebbe dirottare gli automobilisti verso le auto elettriche. 

Addio Auto diesel e benzina, inizia l’era delle elettriche?

È possibile che l’aumento del prezzo del gasolio per le auto diesel e benzina vada a incrementare la crescita delle auto elettriche? Il Governo verte in questa direzione? L’aumento delle accise servirebbe per finanziare il settore green. 

Se pensioniamo che in Gran Bretagna il Governo ha incrementato il prezzo delle auto diesel di circa 1.500 sterline in più, a paragone del prezzo delle auto elettrica. I dubbi corrono lungo il fiume. Questa proposta potrebbe essere spalleggiata dal Governo, approdando anche in Italia? 

Sebbene la proposta sia stata formulata il 9 settembre 2020, le perplessità restano e, (forse) l’aumento del prezzo del diesel favorirebbe la vendita, circolazione e diffusione delle auto elettriche. Del resto, resta stabile il divieto della distribuzione dei veicoli classici fino alla data fissata per il 2035

Dall’altra parte l’industria automobilistica si è espressa con toni contrari per l’applicazione delle penalità per gli automobilisti propensi all’acquisto di auto diesel o benzina. Anzi, le proposte dell’industria vertono per creare nuovi filoni d'incentivi diretti alla diffusione della vendita delle ibride ed elettriche. 

Auto diesel soffocata dall’elettrica?

Molti lettori si chiedono cosa acquistare se prediligere un’auto diesel, come fatto in passato od optare per l’acquisto di un’auto elettrica. Aldilà della preferenza, possiamo solo mettere in evidenza lo studio promosso dagli esperti dell’Università di Eindhoven, dal quale è emerso che le auto elettriche hanno un impatto sull’ambiente inferiore di ben il 65% rispetto alle altre auto.