Quanto tempo era che le borse europee non subivano un calo giornaliero di oltre -2%?

L’ultima volta che Eurostoxx50 subì un calo di quella caratura, prima di ieri, fu esattamente due mesi fa, il 2 ottobre. Da allora l’indice europeo salì ininterrottamente e ieri mattina, una volta raggiunta quota 3.703, segnava un rialzo di +8,5% dai valori del 2 ottobre e di quasi +24% da inizio anno.

Un volo che dà la percezione di invincibilità, come se il ribasso fosse abolito dal novero delle cose possibili o, tutt’al più, un evento raro e passeggero come un breve temporale estivo.

Ma, a dimostrare quanto sia fragile lo stato di grazia dei mercati e basato tutto sulle aspettative (o illusioni?) che tutti i nodi si scioglieranno inevitabilmente per il meglio, è bastato che nel pomeriggio Trump sparasse qualche tweet per seminare il panico e far scattare pesanti prese di beneficio.

Che cosa ha scritto Trump? Una banalità, un paio di stupidaggini e una minaccia.

La banalità è che la legge approvata dal Congresso a sostegno delle proteste di Hong Kong rende più difficile l’accordo con la Cina. Il buon senso ce lo sta dicendo fin da quando quella legge era solo un’ipotesi. 

Le stupidaggini sono una rivolta a Argentina e Brasile, accusate di aver svalutato le loro monete per esportare più alluminio ed acciaio in USA e la seconda che il merito della salita dei mercati quest’anno è dovuto ai dazi che lui ha introdotto, che rendono un sacco di soldi al governo americano (dimenticando di dire chi li paga, tutti questi quattrini, cioè il consumatore americano). La minaccia è quella di rimettere dazi su alluminio ed acciaio proveniente da Argentina e Brasile.