La tranquillità del President Day è stata inaspettatamnte  rotta dal "revenue warning" di Apple. Il  colosso degli smartphone  e dei tablet ha dichiarato che " l'attività in Cina sta normalizzandosi più lentamente delle attese" e come conseguenza la  produzione di iphone sarà "temporaneamente limitata". Per questo motivo Apple non raggiungerà il  suo obiettivo di fatturato per il trimestre in corso. Inoltre, l'azienda ha osservato che la domanda dei suoi prodotti sul territorio cinese è  stata impattata dalla chiusura degli store  e in generale dal ridotto afflusso di clienti.

Chi l'avrebbe mai detto?

Non tutti, a quanto pare, visto che i futures USA alla riapertura hanno ceduto terreno (il Nasdaq in primis) pur senza crollare.

Personalmente ho trovato significativo  il commento breve di un analista, laddove ha dichiarato di "essere sorpreso" dall'annuncio di questo tipo, visto che "siamo ancora a metà trimestre",  e  la guidance sul fatturato di Apple aveva "tenuto conto" dell'effetto Coronavirus.

Il punto è  questo:  la situazione in termini di blocco dell'attività  si sta  dimostrando peggiore delle attese ma le aziende non hanno alcuna fretta di adeguare le  stime, e tanto meno di scendere nei dettagli, visto che la reporting season è ancora lontana e comunque la visibilità è poca.

Lo fanno solo se costrette. E, nella fattispecie, a  costringere Apple è stata la circostanza che in tempi brevi si troverà a corto di prodotto da  vendere, un problema esposto anche da alcune case automobilistiche i giorni scorsi (Hyunday, FCA).