Una delle voci più importanti del nuovo codice della strada è quella relativa all'autovelox. Previo via libera del prefetto, sbarcheranno ovunque. Fino ad oggi, la loro installazione era prevista unicamente sulle strade ad alto scorrimento. Con l'approvazione del nuovo codice della strada gli autovelox potranno essere installati per ridurre la velocità anche nelle strade urbane locali. D'ora in poi sarà necessario controllare la velocità anche nella strada sotto casa, davanti alla scuola dei figli e in qualunque strada cittadina: l'autovelox potrà colpirci e multarci per ogni nostro eccesso. In alcuni casi, a pensare solo alle automobili che sfrecciano ad alta velocità davanti ad un asilo nido, verrebbe da dire: finalmente!

Ovviamente come ogni giusta e corretta introduzione nel codice della strada, c'è sempre il rovescio della medaglia. Il timore di molti automobilisti è quello che le amministrazioni comunali sfruttino questa nuova opportunità per far cassa! E' necesssrio, quindi, che il comportamento corretto e del buon padre di famiglia al volante si associ a quello della persona informata e consapevole dei propri diritti. Perché se da un lato i limiti di velocità vanno e devono essere sempre rispettati, dall'altra è importante capire come difendersi e come comportarsi quando si riceve una multa per colpa di un autovelox.

Autovelox, come difendersi dalle multe!

Come ci dobbiamo comportare nel caso in cui ricevessimo una multa? Nel caso in cui il verbale di contravvenzione per eccesso di velocità sia stato rilevato grazie all'autovelox come è necessario comportarsi? Il fatto che l'autovelox possa essere installato in ogni strada urbana non lascia dormire sonni traquilli. Ma a venire incontro agli automobilisti ci ha pensato la Corte di Cassazione, che lo scorso 18 giugno ha depositato tre sentenze che esaminano i problemi più frequenti nei quali tutti possono incorrere e stabilisce determinati criteri per valutare se l'autovelox sia a norma. Ma soprattutto viene indicato come debba essere redatto il verbale di accertamento della violazione: deve contenere obbligatoriamente alcune indicazioni.

Prima di tutto è necessario che l'autovelox sia omologato e che venga tarato periodicamente. Nel caso in cui l'automobilista dovesse contestare queste operazioni, il Comune ha l'obbligo di provare che l'impianto funzioni regolarmente e che sia stato opportunamente omologato. La taratura periodica è un vero e proprio obbligo: in nessun caso può essere surrogata con una generica dicitura: autovelox debitamente omologato e revisionato. Devono essere indicate anche le modalita attraverso le quali sono state effettuate le verifiche. Una dicitura generica, secondo i magistrati non soddisfa le esigenze di affidabilità dell’omologazione e della taratura.

Su questo punto è molto importante una pronuncia della Corte Costituzionale. Gli autovelox, come tutti gli apparati di misurazione della velocità, devono essere sottoposti a dalle verifiche periodiche di funzionalità. Nel caso di contestazioni da parte degli automobilisti, i magistrati sono tenuti ad accertare che le verifiche siano state effettuate.

Autovelox: cosa accade in tribunale?

Quando riceviamo una multa per eccesso di velocità, cosa accade quando andiamo in tribunale? La Cassazione ha deciso di soffermarsi proprio su questo punto e ha sottolineato che in caso si finisca davanti ad un giudice, non sarebbe nemmeno sufficiente produrre la documentazione che attesti l'omologazione dell'autovelox e la sua corretta installazione. E' necessario dimostrare anche il suo perdurante funzionamento. In altre parole il Comune deve essere in grado di dimostrare che oltre all'omologazione e all'installazione, siano state effettuate delle verifiche periodiche che accertino la corretta funzionalità dell'autovelox. In caso contrario la multa non avrà alcuna validità.

Ma non basta. Ci sarebbe anche un'altra pronuncia che sarebbe completamente a favore degli automobilisti. In questo caso al centro delle dispute ci sarebbe il cosiddetto segnale di preavviso. Stiamo parlando di quel cartello che anticipa agli automobilisti che è stato posizionato un autovelox per registrare la velocità. In questo caso, comunque, non ci sarebbe una distanza minima obbligatoria da rispettare. L'unica indicazione arriva dal codice della strada, secondo il quale le postazioni di controllo della velocità su strada devono essere opportunatamente segnalate.

Autovelox, le norme a difesa degli automobilisti!

Le norme indicano che tra l'autovelox ed il cartello che ne segnala la presenza ci dovrebbe essere una distanza adeguata, che generalmente è compresa tra gli 80 ed i 250 metri. La multa è valida solo se vi è una presegnalazione. I giudici, comunque, ritengono che il trasgressore debba contestare la presenza di un segnale prima dell'autovelox proponendo una querela di falso contro questa attestazione contenuta nell’atto, perché è una circostanza di fatto ed oggettiva, che ricade sotto la diretta percezione dei verbalizzanti.

In questo caso la menzione del cartello, che generalmente viene inserita nel verbale, viene cosiderata come veritiera. Per contestarne la veridicità non è sufficiente farlo nel giudizio di opposizione alla sanzione, ma occorre impugnarla separatamente.