Arriva la mini riforma del codice della strada e a pagarne le conseguenze saranno gli automobilisti, martoriati dall'autovelox. Il decreto Semplificazione (Dl 76/2020) arriva a fare quanto non erano riusciti a portare a termine le ultime due legislature: far crollare definitivamente il tabù dei controlli automatici sulle strade urbane e permettere ai Comuni di avere campo libero per le multe ed i divieti di sosta. Qualcuno, malignamente, potrebbe pensare che venga data la possibilità agli enti locali di fare cassa grazie alle multe per divieto di sosta e agli ingressi non autorizzati nelle Zone a Traffico Limitato.

Tra le tante novità del nuovo codice della strada rientra anche il via libera ai ciclisti di andare contromano in alcune situazioni. Viene effettuata una parziale retromarcia contro i cosiddetti furbetti della targa estera. Nulla invece si è fatto per punire chi usa il cellulare mentre guida: per il momento si è deciso di non procedere con un inasprimento delle sanzioni. Quello che, però, finisce sotto la lente d'ingrandimento degli automobilisti e la possibilità di installare a  pioggia gli autovelox.

Autovelox: un codice della strada più spietato!

Il codice della strada adesso permette di essere più spietati con gli automobilisti. In sostanza viene a decadere il divieto di utilizzare l'autovelox sulle strade urbane. Sarà possibile installare delle postazioni permanenti automatizzate, in modo da accertare gli eccessi di velocità. In precedenza, dal 2002, i controlli automatici nei centri abitati potevano essere installati unicamente sulle strade urbane di scorrimento. Adesso si aggiungono anche le strade urbane, che vengono, in questo modo, equiparate a tutto il resto della viabilità ordinaria. L'installazione degli autovelox fissi resta, comunque, subordinato al via libera della Prefettura, che darà il proprio ok a seguito di un’istruttoria su incidentalità e caratteristiche della strade svolta dalla Polizia stradale.

Grazie a queste modifiche sul codice della strada si creano le condizioni per aumentare la sicurezza nei centri abitati, dove sembra più difficile ridurre la mortalità. Gli autovelox dovrebbero anche dare impulso, in linea teorica, alla mobilità dolce, incentivando - indirettamente - la circolazione di monopattini e bici.

Non solo autovelox: anche piste ciclabili!

Le modifiche al codice della strada non hanno solo e soltanto al loro centro gli autovelox. Viene dato più spazio alle bici, per le quali vengono introdotte le strade urbane ciclabili, con tanto di llimite di velocità. Si potrà andare ad un massimo di 30 chilometri all'ora e le biciclette avranno la precedenza. Chi fosse al volante di un altro tipo di veicolo dovrà dare la precedenza ai ciclisti: sia a quelli che vi stanno transitando sopra sia a quelli che vi si immettono. Si dovranno adottare particolari cautele nel momento in cui li si sorpassa. Viene, inoltre, precisata la nozione di corsia ciclabile, introdotta la scorsa primavera: la sua percorribilità anche da parte degli altri veicoli è limitata ai punti dove non c’è spazio.

Con il nuovo codice della strada viene incentivato il contromano delle biciclette, oggi ampiamente diffuso ma vietato. Per poterlo introdurre potranno essere inserite delle corsie ciclabili sulla sinistra delle strade a senso unico. Il sindaco potrà autorizzare il contromano anche nelle strade urbane dove ci sia il limite di velocità a 30 chilometri all'ora o nella Ztl. Nel caso in cui sia consentito il doppio senso ciclabile è necessario dare la precendeza alle biciclette. Su questo punto sarà necessario capire come possa essere applicata questa norma, senza che aumenti la guida pericolosa dei ciclisti. Ma soprattutto sarà necessario capire se priorità e contromano riguarderanno anche i monopattini elettrici, che in generale dal 2019 sono equiparati proprio alle bici.

Codice della strada: capitolo Ztl

L'ultimo capitolo del codice della strada è riservato alla Ztl. Arriva, infatti, un importante colpo di spugna contro le multe troppo facili per quanti entrino nella Ztl. Viene abolito il Dlgs 250/1999, che dava la possibilità al Ministero delle Infratrutture di approvare la scelta ed il posizionamento delle telecamere che sarebbero servite per videoregistrare le infrastrutture. Diciamo pure che è arrivata una sorta di liberi tutti che darà la possibilità ai Comuni di essere più disinvolti e che magari utilizzano una segnaletica un po' più ingannevole per punire anche quanti non si stiano accorgendo di entrare in una strada sbagliata senza dargli una via di fuga.