Dopo un’ottima partenza la nostra Piazza Affari, aveva improvvisamente perso tutto il guadagno arrivando anche sotto la linea della parità, ma ci pensava Wall Street, come al solito, a far tornare la fiducia … e gli acquisti.

Al termine della seduta, e della settimana, il nostro Ftse Mib (+0,46%) aveva immediatamente recuperato quota 23.500 punti.

Segni più anche nel resto d’Europa, ancora debole Londra (+0,1%), mentre mettono a segno rialzi più consistenti Francoforte (+0,5%) e Parigi (+0,7%).

Ma torniamo subito al nostro indice principale che anche oggi vede in vetta Azimut (+2,71%), ormai penso l’abbiano capito tutti che il patto di sindacato formato da gestori, consulenti e dipendenti dell’azienda rende il titolo “anomalo” ed estremamente volatile, dall’inizio dell’anno sta guadagnando il 156,6% non proprio una cosa “normale”.

Alle sue spalle ennesimo massimo storico anche per Hera (+2,37%) in una giornata decisamente contrastata per le utilities, se infatti gli acquisti hanno premiato anche A2A (+0,77%), Terna (+0,37%) e Snam Rete Gas (+0,22%), le vendite hanno affossato Enel (-0,19%) e soprattutto Italgas (-0,88%).

Sul fondo troviamo però Salvatore Ferragamo (-1,79%) che quindi perde parte dei guadagni accumulati con la trimestrale.

Ma torniamo a guardare le parti alte della classifica, sul terzo gradino del podio sale Prysmian (+2,19%) che conferma così il rimbalzo della vigilia.

Rialzi superiori al punto percentuale anche per Campari (+1,52%), Diasorin (+1,47%), Saipem (+1,38%) Stmicroelectronics (+1,29%) ed Exor (+1,06%) tornato nuovamente ad un soffio dal proprio massimo assoluto.