I mercati azionari sono fragili e "sull'orlo del caos". Anzi, peggio: per la concomitanza di fattori come sopravvalutazione dei titoli, alti livelli di indebitamento delle imprese e prossima fine delle politiche di stimolo delle banche centrali, non sarebbe inappropriato dire che i titoli dei principali indici, soprattutto americani, sono in questo momento un asset "in pieno territorio bitcoin". 

E questa l'opinione espressa dal ceo della società di asset management Fasanara Capital, Francesco Filia, che intervistato dalla CNBC ha dichiarato di considerare "totalmente disconnesse dai fondamentali" le valutazioni borsistiche mostrate dalle azioni agli attuali livelli di prezzo e criticato il diffuso e costante riferimento a una prosecuzione del bull market.

Come il bitcoin

La comparazione con il bitcoin - ormai assurto a quintessenza della nozione di bolla speculativa - è appropriata secondo Filia perché il principio alla base del trading sulla criptovaluta - lo aveva sostenuto a settembre scorso il fondatore di Bridgewater Associates, Ray Dalio - è semplicemente "l'acquisto ai fini della rivendita da parte di un eccentrico gruppo di investitori che stanno comprando solo perché il prezzo sale".

"Potrei benissimo applicarla all'azionario" avverte Filia. E questo perché ciò è in parte quel che sta accadendo con le quotate di Wall Street, i cui multipli borsistici continuano a gonfiarsi "puramente sul sentiment e sui flussi d'investimento provenienti dalle banche centrali e dalla comunità degli investimenti privati di tipo passivo".