Gli analisti di Unigestion spiegano che i mercati azionari hanno continuato il loro rally a novembre, con l'indice MSCI World che ha registrato un rendimento del 2,8% (in dollari USA). Finora, il 2019 è stato un grande anno per l’azionario globale, con l'indice che ha registrato una crescita del 24%, decimo miglior rendimento annuo dal 1970. Storicamente, tale rendimento è stato trainato da un'accelerazione macroeconomica, da un aumento della redditività aziendale o da uno shock positivo, come la globalizzazione o l'innovazione tecnologica. Tuttavia, questa volta è stato diverso, con una crescita globale bassa, utili per azione invariati, incertezze geopolitiche e polarizzazione in aumento. L'attuale tendenza rialzista è destinata a continuare? Riteniamo che le condizioni di mercato dovrebbero rimanere favorevoli per gli asset rischiosi grazie ad una politica monetaria di sostegno. Tuttavia, mentre la nostra canzone sul sentiment del mercato è passata da "Paint it, Black" in agosto a "Can't Stop" in novembre, il risk of compacency è ora più alto, il che richiede un'analisi più approfondita di ciò che viene o non viene valutato.

Il growth premium ha spinto gli asset rischiosi al rialzo in novembre

Gli analisti di Unigestion spiegano che contrariamente ai mesi precedenti, quando la minore avversione al rischio causata dalle notizie positive sul fronte guerra commerciale e Brexit ha sostenuto il rally degli asset rischiosi, la performance di novembre è stata guidata da un growth premium in aumento. Tre elementi lo dimostrano. In primo luogo, l'indice MSCI World Growth (+3,4%) ha superato l'indice MSCI World (+2,8%). In secondo luogo, la reflazione ha spinto i rendimenti delle obbligazioni sovrane a un aumento dei rendimenti, con un incremento di entrambi i principali premi incorporati in queste ultime, cioè inflazione e crescita. I rendimenti delle obbligazioni statunitensi sono aumentati dall'1,7% all'1,8%, mentre i rendimenti di quelle europee sono aumentati di 10 punti base lungo la curva. In terzo luogo, le materie prime cicliche sono risultate più forti, con il petrolio (+3,2%) e il rame (+0,6%) in crescita, mentre i metalli preziosi come l'oro (-3,2%) sono calati.