Nel loro "GS Macro Outlook 2021" gli analisti di Goldman Sach lo chiariscono fino dalle battute iniziali "siamo a favore del rischio per il 2021" scrivono infatti.

L'ipotesi di fondo è che la crescita economica possa dimostrarsi robusta una volta terminata l'emergenza Covid-19 e che quindi la rotazione settoriale in favore dei settori ciclici/value (a scapito di quelli difensivi/growth), già avviatasi in queste battute finali del 2020, possa continuare. Il rialzo azionario del 2020 è stato sostenuto dalla speranza di una uscita rapida dalla situazione emergenziale, nel 2021 dovrebbe essere la ripresa degli utili aziendali a guidare le decisioni di acquisto.

L'inflazione resta sotto controllo

Anche la condizione dell'inflazione, ad oggi sotto controllo, permette agli analisti di ipotizzare una strategia che li vede sovrapesati sull'azionario e sottopesati sulle obbligazioni. L'atteggiamento risk on implica anche la possibilità di diminuire la qualità dei bond in portafoglio.

Oro, rame e petrolio visti in crescita

Nel medio termine, a 12 mesi, l'atteggiamento è poi quello di essere sovrapesati anche sulle materie prime, in particolare grazie ad una visione bullish sul prezzo del greggio. Nei prossimi 3 mesi tuttavia la posizione nei riguardi delle commodity è neutrale. A sostenere l'inizio di un nuovo mercato bullish sarà anche la crescita della domanda cinese, il prezzo del rame è visto a 7500 dollari entro la fine del 2021, quello del Brent a 65 dollari tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022. Il target per l'oro, sostenuto da un dollaro atteso debole, è confermato in area 2300 dollari. 

La curva dei rendimenti è attesa più ripida

Certo, le quotazioni delle azioni, dopo i recenti rialzi, possono essere considerate elevate in termini assoluti, ma sono ancora attraenti se confrontate con quelle delle obbligazioni. Anche in uno scenario di rendimenti in crescita per il bond (è prevista una maggiore ripidezza delle curva dei rendimenti) i prezzi delle azioni, sostenuti dalle prospettive di crescita economica, dovrebbero dimostrarsi più resilienti di quelli delle obbligazioni. 

Durante il rialzo degli indici azionari dai minimi di inizio 2020 l'atteggiamento del mercato è stato particolarmente difensivo, c'è quindi spazio per vedere proseguire il processo di rotazione verso strumenti più rischiosi non solo a livello di geografico ma anche settoriale. 

La ricerca del rendimento guida le scelte

Anche se nel breve termine le preoccupazioni per la seconda ondata di Covid-19 potrebbero pesare sul sentiment degli operatori, l'atteggiamento di fondo resta improntato alla ricerca di rendimenti interessanti, quindi lo spostamento verso un maggiore appetito per il rischio dovrebbe rimanere confermato. 

Nel corso del 2020 il posizionamento nei confronti dei mercati è stato ribassista o neutrale ma già negli ultimi tempi si è assistito ad uno spostamento verso un sentiment più "bullish" da parte degli investitori. In termini geografici gli esperti di Goldman non evidenziano particolari preferenze a 12 mesi, il ritorno degli investimenti espresso in dollari è simile per le diverse aree, solo nel breve termine, fino a 3 mesi, la preferenza va ai mercati non-US che potrebbero riuscire ad avvantaggiarsi maggiormente della ripresa ciclica. 

Quattro rischi con i quali confrontarsi

Ovviamente nel corso del 2021 potrebbero emergere nuovi fattori di rischio che costringerebbero ad una revisione delle strategie, gli esperti di Goldman Sachs ne individuano in particolare quattro: il prolungarsi delle seconda ondata di Covid e la delusione per la campagna di vaccinazione contro il virus, aspetti regolativi e di tassazione, la crescita dell'inflazione e di conseguenza la volatilità sui tassi, l'incertezza politica

(Alessandro Magagnoli)