Giovedi' in un suo report il Credit Suisse ha suggerito di ridurre il sovrappeso sul comparto della tecnologia Usa raccomandando inoltre agli investitori di essere più selettivi rispetto a quanto fatto fino ad ora nella scelta degli strumenti da mettere in portafoglio.

Per adesso gli analisti non parlano di bolla, ma i recenti rialzi, conseguenti come noto anche alle mutate abitudini delle persone comuni durante i mesi delle chiusure causate dal Covid-19, che con piattaforme come quella di Robinhood possono accedere all'operatività senza pagare commissioni, iniziano ad avere delle similitudini con quelli dell'era delle dot-com.

Insomma, l'invito alla prudenza è stato lanciato. Gli analisti di Credit Suisse riconoscono infatti che la situazione di eccesso sui titoli tecnologici è evidente anche se non ancora estrema, esistono infatti dei criteri di valutazione secondo i quali esisterebbero ancora alcuni margini di crescita per il comparto.

Gaming e semiconduttori i comparti da privilegiare

Per gli analisti della banca svizzera, dovendo scegliere, i comparti maggiormente attraenti sono quelli del gaming, con ad esempio Activision Blizzard e Frontier Developments, e dei semiconduttori, con ASML e TSMC. Qualche scricchiolio il Nasdaq 100, l'indice maggiormente rappresentativo del settore dei giganti della tecnologia, lo ha fatto sentire nei primi giorni di settembre, ma per il momento i prezzi hanno percorso a ritroso solo il 25% circa di quanto guadagnato dai minimi di settembre rimanendo nell'ambito di quella che gli analisti chiamano una correzione fisiologica.

Quello che è importante cercare di capire è quindi se il ribasso avviatosi dal picco del 2 di settembre è solo l'inizio di una valanga, quindi la relativa calma delle ultime sedute offre una occasione per prendere profitto da eventuali posizioni in essere, oppure se la correzione è già terminata, nel qual caso si presenterebbe l'opportunità per tornare a comprare su livelli più allettanti di quelli visti ad inizio mese.

Gli indicatori da guardare

Secondo gli esperti di Credit Suisse ci sono alcuni indicatori da guardare per cercare di rispondere al dubbio di cui sopra. Il primo è il rapporto tra l'investimento nel comparto tecnologico e il valore del Pil, attualmente su livelli storicamente medi sia da un punto di visto dei soggetti domestici sia di quelli esteri. Anche il rapporto tra le spese in conto capitale e le vendite per quello che riguarda le aziende del comparto tech è ancora su livelli accettabili, sostenuto come è anche dal prossimo avvento del 5G.

Mettendo a confronto il free cash flow yield (la differenza tra i flussi di cassa in entrata da attività operative e i flussi di cassa in uscita per investimenti è il free cash flow, questo valore divisto per il prezzo dell'azione fornisce il free cash flow yield) del settore tecnologico con quello del mercato nel suo complesso gli analisti del Credit Suisse sono arrivati alla conclusione che la azioni tech sono solo "moderatamente costose". Le prospettive di fatturato infine sono allineate con il trend storico e non irrealistiche come accadde con le dot-com un ventennio fa.

Il rischio delle presidenziali Usa

Nonostante gli indicatori menzionati siano solo moderatamente "tirati" gli esperti suggeriscono comunque di non incrementare troppo il peso di questi titoli in portafoglio, anche in vista delle elezioni presidenziali di novembre: una vittoria di Biden potrebbe portare a nuove normative che in un comparto ad alta concentrazione come quello tecnologico rischiano di avere un impatto rilevante.

Le conseguenze di un vaccino per i tecnologici

C'è poi da considerare il fatto che tutto il comparto dell'online ha beneficiato, in termini di fatturato e profitti, dalle misure di lockdown conseguenti la pandemia di Covid-19, e che la messa sul mercato di un vaccino potrebbe essere quindi vista dagli investitori come il segnale che è giunto il momento di prendere profitto in attesa che si sviluppino altre opportunità interessanti per il settore.

L’indice Sox dei semiconduttori

Per chi crede nell'analisi tecnica un indice da seguire, oltre ovviamente al Nasdaq nella versione Composite a 100, è anche il "Sox", o più propriamente il  PHLX Philadelphia Semiconductor Sector. Il Sox proprio come il Nasdaq ha ritracciato con i minimi dell'8 settembre a 2107 punti 1/4 circa del rialzo dai minimi di marzo e ha testato in quell'area la media mobile esponenziale a 50 giorni. Fino a che questa area di supporto resterà intatta il calo visto dal picco del 2 settembre a 2382 punti ha buone probabilità di dimostrarsi una flessione solo temporanea, la violazione di area 2100 potrebbe invece essere il segnale di una discesa più ampia, fino in area 1940 almeno.

(Alessandro Magagnoli)