Acquisti diffusi anche oggi a Piazza Affari sui titoli del settore bancario che hanno mostrato una maggiore forza relativa rispetto all'indice Ftse Mib, in linea con quanto accaduto ieri.

Bancari ancora in forte rialzo a Piazza Affari grazie allo spread

A scattare in avanti più degli altri è stato Unicredit, con un rally del 4,68% che gli ha permesso di conquistare la prima posizione nel paniere delle blue chips.

Bene anche Mediobanca che è balzato del 4,08%, seguito da Bper Banca che ha portato a casa un altro rialzo del 3,63% dopo il rally a due cifre di ieri.

Intesa Sanpaolo ha guadagnato il 2,48%, lasciando più indietro Ubi Banca e Banco BPM che si sono apprezzati rispettivamente dello 0,76% e dello 0,81%.

I bancari anche oggi sono saliti sulla scia del calo dello spread BTP-Bund che si è ristretto ulteriormente dopo che la Commissione Europea ha presentato un piano di rilancio della crisi legata al coronavirus da 750 miliardi di euro.

Banche: report Eba su impatto crisi coronavirus

Intanto a richiamare l'attenzione sui bancari è anche un report dell'Eba, l'autorità bancaria europea, che ha pubblicato un report in cui si stimano gli impatti del deterioramento macro legato al Covid-19 sulle banche europee.

Non sono stati forniti i dettagli a livello dei singoli Paesi, evidenziando che l’assunzione sottostante è di una contrazione cumulata del PIL del 2,4% in 2 anni, ipotesi simile a quella incorporata nelle guidance dalle banche italiane.

Nell'analisi vengono presentati 3 scenari differenti: nel primo è previsto che il deterioramento sia legato esclusivamente ai settori più immediatamente colpiti dalla crisi, mentre il terzo prevede effetti più pervasivi con allargamento ad esempio anche a prestiti personali.

Banche: focus su 3 scenari. La view di Equita SIM

In base ai tre diversi scenari si stima un impatto negativo sul CET1 delle banche europee compreso fra -233 e -380 punti base, a causa delle perdite su crediti e aumento degli asset ponderati sul rischio.

Gli analisti di Equita SIM ricordano che le banche italiane hanno un CET1 2020 del 13,1%, che scenderebbe in un range 10,8%-9,4% applicando l’impatto previsto dall’EBA.
Il costo del rischio è atteso a 116 punti nello scenario 1, 186 nello scenario 2 e 200bps nel 3.

In occasione dei risultati del primo trimestre le banche hanno fornito guidance di costo del rischio per l'intero 2020 di circa 100 punti base, ad eccezione di Unicredite che prevede 200-240 basis points per l'Italia.

Banche: solo 2 non avranno bisogno di un aumento di capitale

In base alle stime di Equita SIM, soltanto Intesa Sanpaolo e Mediobanca risulterebbero in grado di generare utili incorporando i livelli di costo del rischio ipotizzati dall’EBA nei 3 scenari, mentre tutte le altre banche riporterebbero perdite anche a partire dallo scenario 2.

La SIM milanese fa notare che le simulazioni fornite dall’EBA confermano, come prevedibile, che in uno scenario caratterizzato da elevata incertezza e probabile forte aumento nel costo del rischio, lo stock picking deve privilegiare banche di maggiore dimensione.

Banche: puntare sulle più grandi. Le scelte di Equita SIM

Queste ultime, grazie alle economie di scala che garantiscono livelli superiori di efficienza e a business model più diversificati, risultano più attrezzate a fronteggiare shock esterni.

La strategia degli analisti di Equita SIM è coerente con questo approccio, visto che i loro best pick sono rappresentati da Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Credem.

Banche: la proposta del presidente dell'Eba

Il presidente dell’EBA ha inoltre proposto di adottare un approccio europeo alla crisi utilizzando le risorse del Recovery Fund con uno schema simile al TARP (lo schema di ricapitalizzazione utilizzato negli Stati Uniti nel 2008.

In base ai calcoli degli analisti, per recuperare gli impatti sul capitale previsti dall’EBA sarebbero necessari fra i 22 e 37 miliardi di euro per le banche italiane.

La possibilità di utilizzare un approccio comune per ricapitalizzare le banche, benché favorita dal temporary framework che sospende di fatto il bail-in fino a fine anno, sembra di difficile implementazione secondo gli analisti, fra l’altro per una questione di tempi e di scarsa uniformità nei profili di rischio delle banche europee.