Arrivati a metà seduta a Piazza Affari, si conferma negativa l'intonazione dei bancari che viaggiano in controtendenza rispetto all'indice Ftse Mib.

Bancari in rosso a Piazza Affari, ma la colpa non è dello spread

L'unica eccezione è quella di Mediobanca che sale dello 0,36%, mentre Unicredit e Intesa Sanpaolo scendono dello 0,91% e dell'1,06%, seguiti da Banco BPM e Ubi Banca che arretrano dell'1% e dell'1,55%, ma ad indossare la maglia nera è Bper Banca che scivola in fondo al paniere delle blue chips con un affondo del 3,76%.

L'intonazione negativa mostrata oggi dal settore bancario non si può certo imputare all'andamento dello spread BTP-Bund che viaggia in flessione dell'1,94% a 273,6 punti base, mantenendosi comunque su livelli elevati, mentre il rendimento del BTP a 10 anni cala di quasi un punto e mezzo percentuale al 2,66%.

Bancari: la ricetta di uscire per uscire dalla value trap

Intanto i bancari di Piazza Affari sono finiti quest'oggi sotto la lente di Equita SIM che nell'ambito di un report ha presentato la sua ricetta per consentire al settore di uscire da una value trap, ossia trappola di valore, data da un prezzo/tangible equity di 0,58 volte, con molti titoli sotto le 0,4 volte, e uno scenario per i ricavi non confortante.

Secondo gli analisti della SIM milanese, l’unico modo per migliorare le valutazioni dei bancari è focalizzarsi sull’ulteriore riduzione del profilo di rischio, anche a costo di rinunciare a utili futuri.

Bancari: focus su riduzione del profilo di rischio

A detta degli esperti si tratta di uno scenario coerente con le linee guida di medio termine del regolatore, necessarie ad uniformare il profilo di rischio delle banche in Europa, per creare le condizioni dell’unione bancaria. I rischi da armonizzare riguardano due fattori chiave: gli NPE, ossia le esposizioni non performanti e i titoli di Stato.