Gli analisti di Unigestion spiegano che è passata una settimana da quando la BCE ha rivisto nettamente al ribasso le proprie previsioni di Pil e inflazione e manca una settimana alla prossima riunione della FED, dove ci aspettiamo un declassamento sia delle previsioni economiche che delle prospettive del Dot Plot. Tuttavia, gli asset rischiosi hanno continuato a crescere, raggiungendo un nuovo massimo nell'anno. I mercati ritengono che i banchieri centrali salveranno ancora una volta il mondo, aumentando ulteriormente il divario tra i prezzi di mercato e i fondamentali. Ma noi la pensiamo diversamente, siamo convinti che le banche centrali non possono fermare la tendenza alla decelerazione dell'economia globale e che i prezzi degli asset dovranno adeguarsi per riflettere l'aumento del rischio di recessione.

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Gli analisti di Unigestion spiegano che dall'inizio dell'anno, gli asset orientati alla crescita hanno registrato una forte ripresa. I mercati azionari globali sono aumentati del 12% su base annua e gli spread US high yield si sono ridotti di 105 punti base (da 450 a 345). L'attuale rally è uno dei più forti della storia perché sia l'hit ratio - che mette a confronto il numero di giorni positivi rispetto a quelli negativi - sia l’asymmetry ratio – che confronta invece la performance media positiva con quella media negativa - sono notevolmente migliorati rispetto alle medie storiche. Ad esempio, l'indice S&P500 ha raggiunto un hit ratio del 63% nel 2019 contro il 53% in media dal 1999. L'incremento medio giornaliero è stato del +0,7% contro -0,5% quando l'indice era in calo nel giorno, riflettendo un'asimmetria positiva, che è insolita sul lungo periodo.