La crisi generata dall'emergenza coronavirus ha riportato in primo piano il tema della sicurezza delle banche.
In un momento in cui ci si trova a fronteggiare una situazione economica che si prospetta molto dura in Italia e non solo, gli investitori si preoccupano ancor più per il destino dei loro risparmi.

Banche italiane più forti del passato. Gli ostacoli da fronteggiare ora

Quale solidità offrono oggi le banche e in che modo sono preparate per affrontare le sfide che si profilano all'orizzonte?

Per quanto lo stato di salute degli istituti di credito del Belpaese sia decisamente migliore di quello del passato, non si possono ignorare alcune difficoltà che dovranno affrontare nei mesi a venire.

Gli analisti di Moody's proprio in questi giorni hanno evidenziato che in seguito alla diffusione del coronavirus peggiorerà la qualità dell'attivo delle banche.

Le misure per fronteggiare l'epidemia in Europa provocheranno un'interruzione delle attività che freneranno i recuperi sulle cartolarizzazioni di non performing loans, ossia dei crediti non performanti delle banche.

Moody' fa sapere quindi che è prevista una crescita di questi ultimi che invertirà la tendenza precedente.

Banche ostaggio di tassi bassi e dei timori sul debito pubblico

A pesare sulle banche saranno anche i persistenti bassi tassi di interesse e i timori legati ad un'accelerazione dell'aumento del debito pubblico, complici gli ingenti impieghi di risorse finanziarie messe in campo dal Governo per fronteggiare la crisi in atto.

Questo mix di fattori peserà indubbiamente nei mesi a venire sulle banche, alcune delle quali potrebbero trovarsi ad affrontare difficoltà maggiori rispetto ad altre.

Quale solidità offrono oggi le banche e in che modo sono preparate per affrontare le sfide che si profilano all'orizzonte?

Quali sono le banche più sicure alle quali affidare i propri risparmi senza preoccupazioni?

Banche sotto esame: i risultati arrivati dalla BCE

Una risposta a questi interrogativi giunge dalle indicazioni fornite a fine gennaio dalla BCE che ha diffuso i dati relativi all'affidabilità di 109 banche europee, al termine dell'esame Srep 2019, ossia del processo di revisione e valutazione prudenziale.

Il quadro emerso nel complesso è quello di banche che hanno superato la grande crisi e presentano oggi delle spalle ben più robuste rispetto al mercato.

Gli istituti di credito, non solo italiani ma europei, sono ben patrimonializzati e vengono classificati secondo un criterio di solidità basato sulla richiesta di capitale aggiuntivo di secondo pilastro detto "pillar2".

In pratica, maggiore è la domanda di capitale supplementare e minore è la solidità della banca in questione e viceversa.

Banche italiane: la classifica delle 11 più affidabili

Tra gli istituti di credito più solidi, il primo posto in Italia è occupato da Credem con una richiesta di solo l'1% di capitale supplementare.

Da segnalare che la banca emiliana è tra le più solide del Vecchio Continente, occupando la terza posizione nella classifica complessiva.

Il secondo gradino è occupato da Mediobanca con l'1,25%, seguita da Intesa Sanpaolo con una richiesta di capitale dell'1,5% che pone il gruppo in undicesima posizione a livello europeo.

Dietro Intesa Sanpaolo troviamo l'altro big del settore bancario italiano, Unicredit con l'1,75%, cui si accoda Bper Banca con una richiesta del 2%.

Oltre questa soglia troviamo in quinta, sesta e settimana posizione Banco BPM, Credito Cooperativo Italiano e Ubi Banca, tutte con una richiesta pillar 2 pari al 2,25%.

Meno solida Iccrea Banca con il 2,5%, mentre al decimo posto troviamo Banca Monte Paschi con una richiesta del 3%, la stessa di Banca Popolare di Sondrio che chiude di fatto la classifica delle 11 banche più solide in Italia.