È questa la prova – per l’avv. Giovanni Franchi – che tutti i possessori di obbligazioni subordinate delle banche finite in default, ossia Carife, Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, hanno ancora speranza di recuperare i risparmi perduti. L’istituto di credito avrebbe, infatti, dovuto comunicare che non si trattava di normali obbligazioni, ma di titoli che sarebbero stati pagati dopo il saldo di tutti gli altri debiti della banca, vale a dire carta straccia.