Minimizzare. E’ questa la linea d’azione che sembravano aver scelto i tedeschi di fronte alla tempesta che sta sconquassando l’equilibrio del sistema creditizio della Germania e mettendo in dubbio le sorti del suo principale istituto di credito. Ma il nuovo crollo del titolo Deutsche Bank a Wall Street di ieri, che sta trascinando al ribasso questa mattina le borse europee, riporta prepotentemente al centro della scena la crisi della banca, e ritornano in campo le ipotesi di un piano d'intervento statale. 

Il nuovo crollo

In una giornata cominciata malissimo per le borse europee, è dunque ancora il colosso bancario tedesco a fare da market mover e a pesare sull’andamento dei listini (sotto il 2 % l’apertura del Ftse Mib questa mattina). Ieri sera il titolo Deutsche Bank è crollato a Wall Street del 7% in scia di nuove rivelazioni su una fuga degli investitori dalla banca. La notizia, diffusa da Bloomberg, è che dieci hedge fund - fra cui Millennium, Capula e Rokos -, hanno ritirato depositi e ridotto l’ esposizione verso l’istituto tedesco, per i timori legati alle incerte condizioni finanziarie. 

Ancora una volta, i vertici dell’istituto non hanno perso tempo a rispondere e hanno cercato di gettare acqua sul fuoco riducendo il problema a una questione di immagine. “Abbiamo un problema di percezione”, ha commentato Barry Bausano responsabile per il settore hedgefund della banca tedesca.

Le nuove voci di stampa

Questa mattina il quotidiano finanziario Handelslatt ritorna sull’ipotesi di un progetto governativo per aiutare la banca in difficoltà già avanzato nei giorni scorsi. Handelsblatt parla di voci su un piano di intervento statale per rilevare il 25% delle azioni. Nonostante le smentite immediate giunte tanto dal governo quanto dalla banca nei giorni scorsi, le autorità tedesche sembrano dunque reagire alle tante voci arrivate dall'estero e che invitano a rivedere la linea dura del governo sull'ipotesi di un bail out.