Per capire quanto sia stato penalizzato il comparto banche a livello europeo negli ultimi mesi basta dare un'occhiata all'andamento dell'indice STOXX® Europe 600 Banks da inizio anno: prendendo come riferimento la chiusura del 2 ottobre a 83,06 euro il calo rispetto alla chiusura del 31 dicembre 2019 a 143,28 euro è stato del 42% circa. Per fare un confronto con l'andamento della borsa nel suo complesso, rimanendo nell'ambito del panorama europeo, nello stesso periodo l'indice STOXX Europe 600 sta perdendo il 12,8%. 

Settoriale europeo banche sui minimi storici

Da notare poi anche che il settoriale delle banche ha violato già con i minimi di marzo a 78,3 euro i precedenti record negativi assoluti del marzo 2009 a 87,17 euro e che quindi attualmente viaggia in prossimità dei minimi storici, una differenza bene evidente rispetto allo STOXX Europe 600 che invece è del 133% circa al di sopra dei minimi del 2009. Il settoriale banche dall'inizio 2009 ad oggi perde il 38% circa, l'indice di borsa generale invece guadagna l'84% circa.

Banche, le ragioni di un declino

Le motivazioni che hanno portato il comparto bancario europeo ad una performance così deludenti sono molteplici, quella che forse ha pesato di più è però la politica monetaria adottata dalle principali banche centrali mondiali e anche dalla Bce: da anni ormai gli istituti centrali sono impegnati a sostegno dell'economia che dopo la crisi del 2008, in particolare in Europa, non è mai riuscita a decollare veramente, e questo sostegno ha assunto la forma di tassi di interesse molto bassi, in alcuni casi ai minimi storici. 

E' evidente che in queste condizioni la attività principale di una banca, quella di raccogliere denaro da prestare lucrando sulla differenza tra il tasso di attivo e quello passivo, soffre grandemente, il differenziale tra i due tassi si riduce sempre di più e con lui la redditività. La prolungata fase di difficoltà dell'economia ha poi comportato una vera e propria esplosione dei crediti inesigibili, sempre più pesanti all'interno dei bilanci bancari. 

A questo proposito è di oggi la notizia che l'assemblea degli azionisti di Banca Monte Paschi ha approvato il progetto di alleggerimento dei crediti deteriorati a favore di Amco. 

Banche virtuose, l'esempio di Intesa

Non tutte le banche sono tuttavia nelle stesse difficili condizioni, sapere cogliere le differenze tra un soggetto e un altro è di grande importanza in questo momento per l'investitore che vuole addentrarsi in questo comparto con l'intenzione di effettuare acquisti in un'ottica di ripresa futura delle quotazioni azionarie. 

La tendenza all'interno del settore è infatti quella di andare verso un ulteriore consolidamento nella convinzione, vedi il caso della recente acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo di Ubi Banca, che un aumento dimensionale permetta, grazie alla maggiore efficienza, di fare più facilmente fronte ai cambiamenti che sono necessari per adattarsi alle mutate condizioni di mercato, in particolare i già citati tassi di interesse ai minimi storici.

Chi sono quindi i soggetti che potrebbero farsi promotori di nuove operazioni di M&A e che hanno quindi maggiori possibilità di vedere crescere il valore delle proprie azioni?

Il confronto tra performance come criterio di scelta

Un modo abbastanza semplice, ma probabilmente efficace, per riconosce le banche vincenti nel panorama europeo è quello di confrontare la performance dei relativi titoli azionari con quella del comparto nel suo complesso: esistono infatti alcuni istituti, tra i quali la già citata Intesa Sanpaolo, che sono stati in grado di fare molto meglio dell'indice di settore in questo periodo. Nel panorama italiano ad esempio Intesa è in calo nel 2020 del 32% circa, meno quindi del 42% dello STOXX® Europe 600 Banks, Unicredit invece lascia sul terreno il 46,6% circa nello stesso intervallo temporale. 

Uno dei presupposti dell'analisi tecnica è che il prezzo di una azione sconta tutti gli elementi che lo compongono, ovvero che il mercato attraverso la quotazione esprime un giudizio che tiene conto di tutti gli elementi conosciuti, che nel caso delle grandi banche dovrebbero essere realisticamente affidabili. 

Ma a livello europeo esistono altri esempi di banche primarie che, come Intesa Sanpaolo, sono state capaci di fare meglio dell'indice, lasciando quindi intendere che il mercato le ha scelte come solide, in gradi di farsi carico in futuro del processo di consolidamento ritenuto inevitabile per il futuro?

Banche europee, le più interessanti

Tra queste è possibile indicare Credite Agricole, Ing, Nordea e Ubs, che hanno saputo fare meglio dell'indice di settore non solo con riferimento al 2020 ma anche in un'ottica temporale più estesa, guardando a tutto il periodo dal 2009.

Credit Agricole quest'anno perde il 44% circa, quindi in linea con l'andamento del settore, ma dall'inizio del 2009 è sotto solo del 9,35% invece del 38% del comparto.

Nel caso di Ing la perdita 2020 è del 42,5%, quindi ancora una volta allineata a quella del settore, nel periodo dal 2009 però il titolo è positivo del 9,2% che si confronta con il -38% dell'indice settoriale.

Nordea nel 2020 lascia sul terreno l'1,65%, nel periodo dal 2009 ad ora il 7,4% circa.

Ubs infine nel 2020 ha perso fino ad ora il 15% circa, dal 2009 è in calo del 30% circa. 

Comprare o aspettare?

Pur con le dovute cautele, il settoriale STOXX® Europe 600 Banks è ancora pericolosamente vicino ai minimi storici di marzo di area 78,90 euro, una strategia di investimento sulle banche citate, includendo oltre ai 4 soggetti europei anche la domestica Intesa Sanpaolo, può quindi essere presa in considerazione.

(Alessandro Magagnoli)